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Bergamo

Kinesiologia, Bergamo per 4 giorni capitale mondiale (foto)

Di Redazione30 aprile 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Al convegno internazionale i luminari della disciplina bionaturale per il benessere psicofisico fra cui Charles T. Krebs

Kinesiologia, Bergamo per 4 giorni capitale mondiale (foto)
Charles T. Krebs durante il suo intervento al convegno di kinesiologia di Bergamo

BERGAMO — Per un 4 giorni Bergamo è stata la capitale mondiale della kinesiologia. Esperti da tutte le parti d’Italia e poi da Svizzera, Francia, Svezia, paesi anglosassoni e persino dagli Stati Uniti d’America si sono dati appuntamento al convegno internazionale tenuto all’auditorium Calegari di Confartigianato.

“Connecting through kinesiology”, connettersi attraverso la kinesiologia, il titolo emblematico del simposio. L’evento è stato organizzato dall’Associazione italiana kinesiologia specializzata (Aksi) in collaborazione con l’associazione internazionale Iask presieduta dalla francese Nicolette Peyre e al trentesimo anniversario.

“La kinesiologia è una disciplina che si basa sullo studio del movimento – spiega il presidente di Aksi Jose Bellesini -. Grazie a test muscolari, il professionista riesce ad ottenere informazioni sui disequilibri energetici del paziente e quindi, attraverso specifiche tecniche, riportare equilibrio nell’organismo”.

“Nello specifico, il kinesiologo analizza gli aspetti fisico strutturali, emotivi e mentali, e biochimico nutrizionali. Il cosiddetto ‘triangolo della salute” che è equilatero nelle sue tre componenti. Se una di queste subisce un squilibrio, noi andiamo a compensarlo”.

Il presidente di Aksi Jose Bellesini

Il presidente di Aksi Jose Bellesini

Sgombriamo il campo da equivoci. Non si parla della cura di specifiche patologie, ma di interventi rivolti al benessere del paziente in toto, energia e vitalità comprese.

“Il rapporto con la medicina tradizionale è buono – spiega ancora Bellesini -. Con i medici italiani c’è reciproco rispetto. Noi non interveniamo su cure mediche che sono già in essere. E’ scritto chiaramente nel nostro codice etico”.

La professione è stata riconosciuta dal Registro operatori di discipline bionaturali da diverse Regioni, fra le quali la Lombardia. Ma anche Toscana, Sicilia, Friuli e Lazio. Nella nostra regione, gli operatori iscritti al Registro istituito con la legge 2/2005 sono circa dodicimila.

Difficile fare un identikit di chi si rivolge al kinesiologo. “Abbiamo clientela trasversale. Si va dai genitori che vogliono trattamenti per i loro bambini fino agli anziani che vogliono alleviare il dolore tipico dell’età. Dopo un primo trattamento con esito positivo talvolta diamo loro indicazioni per proseguire autonomamente a casa”.

“La kinesiologia si fonda sulla medicina tradizionale cinese – ha spiegato durante il convegno il fisioterapista Marco Rado -. Una delle teorie fondamentali della kinesiologia specializzata è la relazione muscolo-organo-meridiano. Grazia a questa relazione, scoperta da George Goodheart, possiamo eseguire un semplice monitoraggio muscolare per ottenere un quadro completo dell’assetto energetico e organico di una persona”.

Un momento del convegno

Un momento del convegno

La terapista Sabine Rosen – che oltre a un centro di assistenza sanitaria a Stoccolma dirige anche una delle due scuole di kinesiologia in Svezia -, ha spiegato come, attraverso la stimolazione dei punti Shu del dorso, si possano riequilibrare i problemi che si manifestano con una postura errata della colonna vertebrale.

Di diverso taglio l’intervento della kinesiologa canadese Alexis Costello. La professionista ha spiegato quali siano i corretti approcci di marketing per la condivisione di informazioni e promozioni dei brand degli operatori olistici. “In un mondo sempre più rumoroso – ha detto – è importante essere il più chiari possibile nel messaggio che si vuol trasmettere al cliente attraverso il web, gli articoli e i social media”.

Di taglio medico l’intervento dell’oncologo Paolo Lissoni dell’Istituto di medicina biologica di Milano. Il luminare, premiato nel 2003 per le sue ricerche dal National cancer institute di Washington e docente del polo universitario di medicina e chirurgia di Monza, ha concentrato l’attenzione sul ruolo della ghiandola pineale, una delle sette principali ghiandole endocrine.

“La ghiandola pineale – ha detto – esercita un ruolo fondamentale e insostituibile nella regolazione dell’integrazione fra sistema nervoso, endocrino e immunitario. La disciplina medica della Psico-Nuero-Endocrino-Immunologia, in acronimo Pnei, i cui studi ebbero la loro apoteosi negli anni Ottanta, torna a proporsi a livello clinico non più come scienza sperimentale e teoretica, ma come un nuovo approccio alla comprensione e alla cura delle patologie umane”.

L'oncologo Paolo Lissoni durante il suo intervento

L’oncologo Paolo Lissoni durante il suo intervento

“Tutte le malattie sistemiche, vale a dire la patologie tumorali, autoimmunitarie e psichiatriche – ha continuato l’oncologo che vanta oltre 500 pubblicazioni scientifiche – si sono rivelate conseguenti a una progressiva alterata funzionalità delle relazioni fra sistema nervoso, endocrino e immunitario. Le terapie mediche Pnei sono di fatto innanzitutto terapie neuroendocrine con ormoni della pineale. Non prefiggono di sostituirsi alle terapie mediche classiche, né di essere un’alternativa. Ma di migliorarne l’efficacia e ridurne l’eventuale tossicità e porsi come possibile cura di fronte a un fallimento delle terapie standard”.

“Il deficit pinealico – ha continuato Lissoni – costituisce il principale difetto endocrino delle malattie neoplastiche. Stimolando la funzionalità endrocrina pinealica, andiamo a correggere questa perdita. I meccanismi attraverso cui gli ormoni pineali svolgono azioni antitumorali sono complessi, ma comprendono sia un’azione diretta antiproliferativa sulle cellule neoplastiche sia una stimolazione della risposta immunitaria anti-cancro, oltre che effetti palliativi”.

L’intervento più atteso è stato quello del fisiologo e biologo americano Charles T. Krebs. Il professore, phd e scienziato di fama mondiale, è tra i fondatori della “Learning enhancement acupressure programme (Leap)”. Krebs ha spiegato le sue ricerche nel settore delle tecniche per la correzione dei problemi di apprendimento nei bambini.

“Leap è un programma non invasivo e individuale, che combina tecniche orientali e occidentali, per risincronizzare le funzionalità neurologiche del cervello, e consentire all’individuo di avere accesso a tutte le sue potenzialità”.

Charles T. Krebs

Charles T. Krebs

“Attraverso una nuova tecnica basata sulla digitopressione combinata con il feedback muscolare – ha detto Krebs – andiamo ad individuare quelle aree cerebrali e quei circuiti neuronali che hanno perso sincronia. Attraverso 4 test standard di elaborazione uditiva e visiva, abbiamo rilevato che la nuova tecnica, seguita dall’applicazione di varie terapie di agopressione tipiche della kinesiologia, ha portato al passaggio dalla condizione di funzionalità deficitaria a quella normale o addirittura superiore al normale, comparata con i bambini della stessa età”.

I sorprendenti risultati della ricerca sono stati presentati all’Harvard medical school e presto diventeranno una pubblicazione scientifica.

Wainer Preda

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