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Politica

Strane cose accadono sotto il cielo di Roma

Di Redazione21 aprile 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'avvicinamento fra i vescovi e il Movimento 5 stelle: punti di contatto e perplessità

Strane cose accadono sotto il cielo di Roma
La basilica di San Pietro in Roma

Strane cose accadono sotto il cielo di Roma. Mentre si svolgeva lo sciopero pasquale contro l’apertura dei negozi, sostenuto dal Movimento Cinque Stelle per bocca di Di Maio, il Corriere della Sera intervistava sull’argomento il direttore dell’Avvenire e, a sua volta, l’Avvenire intervistava Grillo che notoriamente è restio nel concedersi alla stampa.

In sostanza vescovi e Movimento 5 Stelle si sono trovati d’accordo su quasi tutto. Certo sulle questioni etiche permangono differenze ma nulla che non si possa superare, le elezioni si avvicinano e il Vaticano che è maestro di pragmatismo si avvicina al possibile vincitore.

L’otto per mille e l’Imu non sono questioni irrilevanti per la chiesa e valgono bene un perdono e un’assoluzione. Da parte sua Grillo sa bene che se si vuole vincere e governare, i conti con il Vaticano vanno fatti, quindi “Parigi val bene una messa”. Ovviamente bisognerà vedere se quel quindici per cento di italiani che vanno a messa darà la risposta desiderata anche se, come si sostiene da ambo le parti, molti cattolici simpatizzano già con il movimento. L’Enciclica “Laudato si’” contiene molti richiami di tipo ecologista cari al Movimento. Se questa intesa va in porto l’area politico-cattolica da Alfano a Casini registrerà più di qualche danno collaterale.

Sembra di cogliere una specie di dietrofront della chiesa rispetto al disimpegno politico e sociale sancito con il convegno di Palermo del 1995.

Dopo l’Undici Settembre 2001 il pontefice Giovanni Paolo II° si oppose con forza all’ideologia dello scontro di civiltà, avviando una specie di geopolitica umanistica attraverso il dialogo con le grandi religioni del mondo.

L’Enciclica di Papa Bergoglio e i suoi continui richiami ai governi perché si occupino dei poveri, delle diseguaglianze e delle ingiustizie, della pace, del lavoro, dei migranti, sembrano dare senso a un ritorno all’impegno sociale e politico dei cattolici e della chiesa. Tuttavia altra cosa è pensare che la sponda politica giusta possa essere il movimento di Grillo.

Nella tradizione culturale umanistica le diverse motivazioni, religiose e laiche, dialogavano associate da un comune orizzonte culturale di matrice cristiana; oggi, crollato quel comune orizzonte, posizioni culturali e morali estremamente distanti impongono la ricerca di un dialogo per strade diverse.

Francamente non mi sembra che tale strada diversa e nuova incroci quella di Grillo, o comunque quella di un qualsiasi altro populismo più o meno esplicito. In questa ricerca le categorie note, destra e sinistra, non sono più valide, bisogna considerarne altre e scegliere un modello che sappia coniugare libertà ed eguaglianza nella democrazia.

Fino a ieri i due concetti di libertà e uguaglianza hanno potuto convivere con pari dignità sostenuti dallo stato sociale dei governi riformisti. Oggi, come i fatti dimostrano, crollato lo stato sociale, diminuita la sovranità nazionale degli stati in favore dell’Europa, realizzata la globalizzazione, mentre grandi masse di disperati si spostano da un continente all’altro, quella mediazione non è più possibile; bisogna trovare un’altra strada mantenendo salda la democrazia.

Tutto ciò non può più prescindere dalla qualità della politica, dei politici e del consenso e nonostante la rete non può affidarsi né alla democrazia 4.0 né all’uomo forte al comando. Bisogna che le leggi le facciano i parlamenti, i poteri siano bilanciati e le istituzioni legittimate. Altrimenti le rivoluzioni, come la globalizzazione, “le cominciano i visionari, le terminano i tecnici e le completano i dittatori”.

L’umanità tutta ha bisogno di rassicurazioni, d’istituzioni legittime, di poter tornare a fidarsi e ad aver fiducia nel futuro. Ha bisogno d’istituzioni che mostrino di saper e voler governare la globalizzazione che i potenti del mondo hanno voluto e spinto per poi lasciarsela sfuggire di mano.

Intanto la platea degli italiani che vivono sotto la soglia di povertà si allarga (sono due milioni e ottocento mila in più), il senso di sfiducia diventa sempre più profondo, aggravato anche dalla cronaca quasi mensile di ponti e viadotti che crollano, il cui numero, del resto, non è noto non esistendo il catasto delle strade, la criminalità è in aumento, il senso di insicurezza è diffuso e la delusione dei cittadini si è trasformata in sfiducia amara ed impotente.

Giuseppe Petralia

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