iscrizionenewslettergif
Parola all'avvocato

Computer aziendale: non dimenticatevi di restituirlo

Di Redazione3 aprile 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Ingenuità si trasforma in un calvario: l'avvocato Carlo Ghidotti racconta le conseguenze civili e penali della mancata riconsegna

Computer aziendale: non dimenticatevi di restituirlo
Un computer portatile

Cari lettori, vi voglio raccontare di un’ingenuità – compiuta in buonafede da un mio assistito – la quale ha dato origine ad anni di processi in sede civile e penale.

Un mio cliente (che chiameremo “Paolo” per semplicità di esposizione) prestava la propria collaborazione professionale per una società che si occupa di redigere e stampare alcune riviste in un particolare settore editoriale (che non specifichiamo, per motivi di privacy).

In particolare, il mio assistito, all’inizio del 2008, dopo molti anni di proficua collaborazione, ed a causa di ripetuti contrasti con l’editore, decideva di interrompere la stessa.

Dovendo trovare una nuova occupazione e non avendo competenze in altri campi, Paolo decideva di costituire una nuova società che si occupasse della redazione di una rivista nel medesimo settore editoriale.

Purtroppo, Paolo si era dimenticato di restituire il computer portatile che gli era stato fornito molti anni prima dalla società editrice, e sul quale vi erano tutti gli articoli, e tutti i dati dallo stesso utilizzati in generale per il proprio lavoro. In altre parole, seppur in perfetta buona fede, Paolo (il quale utilizzava da molti anni a casa il medesimo computer “come se fosse suo”) portava con sé lo stesso, dimenticandosi che non si trattava di un pc di sua proprietà.

Sennonché, un paio di mesi dopo, mentre si trovava al lavoro negli uffici della società appena costituita, Paolo riceveva la visita di un ufficiale giudiziario il quale era stato incaricato dalla sezione specializzata per la proprietà industriale ed intellettuale di un tribunale del Nord Italia, di descrivere l’intero contenuto del computer utilizzato da Paolo e dai suoi collaboratori.

Carlo Ghidotti

Carlo Ghidotti

In sostanza, il mio assistito scopriva (con sua enorme sorpresa) che la società per la quale prestava la propria attività lavorativa, aveva depositato un ricorso per descrizione giudiziale ex artt.161 L. 633/1941 e 129 D. Lgs. 30/2005, sostenendo che Paolo si era illegittimamente appropriato del patrimonio aziendale (informazioni, know-how, banche dati), e che, solamente grazie a tali atti di concorrenza sleale, era stato in grado di avviare rapidamente la nuova iniziativa editoriale.

Partendo da tali premesse, la società attrice chiedeva un risarcimento di circa 350mila euro per violazione dei diritti su banche dati ai sensi dell’art.102 bis Legge diritto d’autore, e di concorrenza sleale ex art.2598 n.3 del codice civile, sostenendo di aver subito un sensibile calo del fatturato, in funzione di tali fatti.

In sostanza, partendo dalla premessa costituita dalla sottrazione del computer aziendale, il mio assistito ha dovuto subire un ricorso per descrizione giudiziale, un ricorso per sequestro, due giudizi di merito per il risarcimento dei danni, ed un procedimento penale per i reati di cui agli artt.646, 615-ter c.p., 171-bis legge autore, e 167 codice privacy.

Fortunatamente, in sede civile il tribunale ha creduto alla tesi da me esposta, circa il fatto che Paolo è uno dei massimi esperti italiani nel proprio settore e che, quindi, era stato in grado di avviare la nuova attività esclusivamente grazie alla sua lunghissima esperienza.

In sostanza, quindi, il tribunale non ha riconosciuto i danni richiesti da parte attrice nei propri atti, confermando che la stessa non aveva subito un calo di fatturato in funzione del comportamento del mio assistito, e della creazione di una rivista nel medesimo settore editoriale.

Sennonché, in parziale accoglimento delle domande attoree, il tribunale ha comunque condannato il mio assistito e la società da lui costituita, in via equitativa, ad un risarcimento di alcune migliaia di euro, in funzione della (mera) condotta rappresentata dalla “sottrazione del computer aziendale”, per violazione dei diritti della società attrice su banche dati, ai sensi dell’art.102 bis Legge diritto d’utore.

Alla fine, il bilancio della vicenda è quindi positivo per il mio assistito. Però, quanti anni di lotte giudiziarie per una semplice “distrazione”.

Carlo Ghidotti

L’avvocato Carlo Ghidotti si occupa di diritto civile in generale, con particolare riguardo al risarcimento danni derivanti da responsabilità professionale medica, e/o da infortunio, alla tutela dei consumatori, al diritto bancario, alla contrattualistica, ed al diritto di famiglia, e fa parte del comitato scientifico di Aiga Bergamo.

Bergamo, gli avvocati fanno “scuola”

Virna BassaniÈ firmato Aiga Bergamo il progetto "Avvocato a scuola" a cui hanno aderito alcuni licei ...

Fisco: i vantaggi della dichiarazione dei redditi precompilata

Redditi precompilati onlineGentile avvocato, ho recentemente appreso, consultando il sito dell’Agenzia delle Entrate, che è operativa per ...