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Economia

Imprese bergamasche: l’importanza di essere “digital”

Di Redazione16 marzo 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'ingegner Alberto Scanziani spiega quali sono gli approcci migliori per le aziende che vogliono internazionalizzare

Imprese bergamasche: l’importanza di essere “digital”
Social media

Gli esperti sono concordi: per riuscire nelle esportazioni una piccola e media impresa non può più prescindere da un approccio “digitale”. Andiamo dunque ad analizzare quali sono i giusti approcci per cimentarsi in questi due campi strettamente legati.

Tralasciamo per ora l’aspetto e-commerce, lo esamineremo più avanti. Per azienda “digital” intendo un’entità presente e individuabile sia nel web in modo “organico”, sia su almeno una piattaforma social (dunque attiva nel web marketing e nel cosiddetto “social media marketing”).

In Italia, Bergamo compresa, la dimensione delle piccole e medie imprese ne ha ritardato la digitalizzazione. Non voglio snocciolare statistiche, ma tutti sanno che le oltre 4 milioni di piccole e medie aziende italiane non brillano per massa critica e nemmeno per approccio “digital” rispetto ad altre realtà europee ugualmente evolute in termini di prodotto, ma di taglia media maggiore.

Ad esempio succede che molte delle nostre aziende non abbiano ancora un sito internet o ce l’abbiano solo in italiano (idem per cataloghi e company profile). Allo stesso modo non presidiano le piattaforme social e non attuano strategie di lead generation, cioè di generazione di “interessamenti” attraverso il digital marketing.

A dire il vero, molte aziende non hanno nemmeno una struttura commerciale/marketing con risorse dedicate. Spesso è lo stesso imprenditore – occasionalmente assistito dal back office – ad assumere iniziative di creazione e divulgazione di contenuti digitali sul web. Tutto questo non vuol dire che non si tratti di aziende d’eccellenza, anzi.

Negli ultimi decenni, aiutate da una prolungata congiuntura favorevole (leggasi mercato interno che tirava), queste aziende hanno lavorato soprattutto sul prodotto. E per giunta bene, non c’è dubbio. Hanno dato priorità al prodotto, ma curato poco la comunicazione e trascurato i tools digitali. Si è sempre detto “piccolo è bello”, ma piccolo spesso non è stato sinonimo di digital. E allo stato attuale, ciò rappresenta una criticità da risolvere.

Alberto Scanziani

Alberto Scanziani

Oggi ci sono aziende che hanno avviato investimenti per una cultura “digital”. Attraverso questi hanno avuto più visibilità nel mercato globale e aumentato la quota di fatturato all’estero. Gli imprenditori orientati al digitale hanno modificato il loro approccio al business come condizione necessaria per penetrare i mercati esteri. In caso contrario non ce l’avrebbe mai fatta o avrebbe dovuto affrontare tempistiche maggiori.

Secondo un esaustivo studio Doxa Digital “la percentuale di piccole imprese digitalizzate che intrattengono relazioni con l’estero è quattro volte superiore alla percentuale di aziende non digitalizzate”. Analogamente, la crescita in fatturato delle medie aziende digital è almeno del 50 per cento superiore alle altre.

Attenzione però: piccolo non è l’antitesi di digitale, soprattutto oggi. La consapevolezza dei limiti di un approccio non digital è ormai acquisita, sebbene non tutte le aziende si siano decise a cambiare marcia. E’ in corso una forte sensibilizzazione su questo tema anche da parte del settore pubblico, delle Camere di commercio, delle associazioni di categoria. I corsi erogati sul digital marketing sono sempre molto affollati. Ciò dimostra che c’è una grande consapevolezza dell’importanza dell’essere digitali.

Molti professionisti di marketing convengono che “l’attrazione differenziante” di un’azienda consista nel connubio inscindibile prodotto-comunicazione, ovvero nella costituzione di un forte brand. Solo che nel mercato globale solo un’azienda con un forte approccio digitale può riuscire ad affermarsi.

Inoltre, solo imprese con queste caratteristiche possono generare nel cliente l’esperienza continuativa del prodotto – razionale o emozionale a seconda dei casi – in un contesto di creazione di valore e di “engagement”.

Alberto Scanziani

Alberto Scanziani, ingegnere, si occupa da oltre 15 anni di sviluppo e business delle aziende manifatturiere del territorio, con particolare attenzione all’espansione nei mercati esteri più adatti alle singole realtà. Collabora con diversi enti e associazioni di categoria per la costruzione e la promozione del valore delle nostre aziende in Italia e nel mondo.

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