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Bergamo, le donne pendolari rischiano più delle colleghe

Di Redazione8 Marzo 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Indagine Inail. Il pendolarismo aumenta lo stress per le lavoratrici in Bergamasca. E crescono i rischi

Bergamo, le donne pendolari rischiano più delle colleghe
Una donna in viaggio di lavoro

BERGAMO — Le donne pendolari rischiano più infortuni delle colleghe stanziali. E’ quanto emerge da un’indagine effettuata dall’Inail, sulle lavoratrici di Bergamo e provincia.

In Bergamasca le donne rappresentano il 42% degli occupati. Nel 2015 le lavoratrici sono aumentate di 8.000 unità rispetto al 2014 (+4,3%) arrivando a 192mila addette.

Nonostante l’aumento dell’occupazione femminile, a Bergamo la quota delle donne occupate sul totale della popolazione rimane sotto la media regionale (tasso di occupazione 53,7% contro 57,2%).

Gli infortuni occorsi alle donne a Bergamo nel 2015 sono stati 4.502, pari al 32% degli infortuni complessivi denunciati all’Inail. Dal 2014 al 2015 le denunce sono calate del 3%, a fronte di un aumento dell’occupazione del 4,3%. Il calo per gli uomini invece è stato del 4,4% a fronte di un aumento degli occupati dell’1,1%.

Gli infortuni occorsi alle donne nel loro complesso avvengono prevalentemente negli ambienti di lavoro con il 76% dei casi, mentre il restante 24% avviene su strada sia in itinere, con o senza mezzo di trasporto, sia in occasione di lavoro, qualora la lavoratrice utilizzi veicoli per motivi di lavoro.

Per quanto riguarda gli infortuni mortali a Bergamo ci sono stati 12 casi mortali del 2015 e uno solo ha riguardato una donna, del settore sanità, avvenuto sulla strada in occasione di lavoro.

La strada si conferma per le donne sempre il rischio maggiore sia in itinere che in occasione di lavoro. Questo probabilmente perché le donne sono principalmente occupate nel ramo servizi, ed in particolare in attività come personale domestico, sanità e servizi sociali, di per sé meno pericolose ma più soggette a spostamenti. Recenti studi sul fenomeno hanno evidenziato anche come il pendolarismo aumenti sia le difficoltà nella vita familiare e sociale, legata anche a stress emotivo (separazione/divorzio dal coniuge, condizione di single, gestione della casa, bambini, anziani), sia i disturbi del sonno.

Il maggiore rischio per le donne pendolari sarebbe anche dovuto al ridotto numero di ore di sonno, minore tempo di recupero, riposo e svago, elementi che possono influire negativamente sull’attenzione, sia nella guida del veicolo che negli spostamenti casa-lavoro, incrementando il rischio di infortuni stradali.

Il maggiore utilizzo da parte delle donne di autovetture piccole e meno sicure sarebbe un altro elemento da considerare. Le variabili così identificate dalla letteratura evidenziano la necessità di un approfondimento dei singoli casi mortali e della dinamica dell’infortunio, al fine di progettare efficaci politiche di prevenzione mirate al genere femminile.

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