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Parola all'avvocato

Riabilitazione dopo una condanna: ecco come ottenerla

Di Redazione20 febbraio 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'avvocato Enrico Cortesi spiega come ottenere la cancellazione di una sentenza dalla fedina penale

Riabilitazione dopo una condanna: ecco come ottenerla
Il tribunale

Egregio Avvocato, qualche anno fa sono stato condannato in un processo penale con una sentenza di patteggiamento. Siccome è trascorso parecchio tempo, vorrei chiederle se ora posso ottenere la cancellazione della sentenza.

Gentile lettore,
l’art. 178 del codice penale prevede la facoltà di presentare al giudice competente la domanda di riabilitazione che, se viene concessa, comporta l’estinzione delle pene accessorie e di ogni altro effetto penale della condanna.

Il successivo articolo 179 elenca le condizioni con le quali è possibile inoltrare la richiesta di riabilitazione. Innanzitutto, è necessario che dal giorno in cui la pena principale sia stata eseguita o siasi in altro modo estinta, siano trascorsi almeno 3 anni. Questo termine viene aumentato fino ad 8 e 10 anni se lei è un recidivo o un cosiddetto delinquente professionale.

Oltre al naturale trascorrere del tempo, è tuttavia essenziale che Lei, dopo la sentenza di condanna, abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta. Da ultimo, è altresì indispensabile fornire la prova di aver adempiuto le obbligazioni civili derivanti dal reato, salvo che dimostri di trovarsi nella impossibilità di adempierle. Ciò significa che deve provare di aver integralmente pagato le eventuali sanzioni pecuniarie, di aver pagato la spese processuali e di aver risarcito l’eventuale persona offesa del reato, anche nel caso in cui non si era costituita parte civile nel processo.

Sussistendo tutte queste tre condizioni, potrà chiedere al Tribunale di sorveglianza la concessione della riabilitazione. Il Tribunale di sorveglianza competente a decidere si individua in base al luogo in cui Lei ha la residenza o il domicilio; se è residente nella provincia di Bergamo, è competente il Tribunale di sorveglianza di Brescia.

Enrico Cortesi

Enrico Cortesi

Se la riabilitazione viene concessa, ciò comporta la cancellazione della condanna dal certificato generale del casellario giudiziale (la cosiddetta “fedina penale”) che lei potrà poi richiedere alla Procura della Repubblica.

Qualora non fosse in grado di dimostrare di aver adempiuto le obbligazioni civili derivanti dal reato, ad esempio perché non ha risarcito la persona offesa, e/o non abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta, in alternativa alla richiesta di riabilitazione, può presentare istanza di estinzione del reato ai sensi dell’art. 445, comma II del codice procedura penale. Tale articolo stabilisce, in tema di sentenze di patteggiamento, che il reato può essere dichiarato estinto, ove sia stata irrogata una pena detentiva non superiore a 2 anni, se nel termine di 5 o 2 anni (a seconda del tipo di reato commesso), l’imputato non ha commesso un altro reato della stessa specie.

Questa istanza si differenzia dalla riabilitazione perché mentre l’estinzione della pena “patteggiata” si produce con il mero trascorrere del tempo, la riabilitazione viene invece pronunziata all’esito di una vera e propria valutazione di un effettivo approdo rieducativo del reo.
In secondo luogo, l’estinzione ex art. 445 codice di procedura penalale, comma II, lascia immutata l’iscrizione della condanna nel casellario giudiziale, sicché solo con la riabilitazione ex art. 178 de codice penale si può estinguere “ogni effetto penale della condanna”.

Enrico Cortesi

L’avvocato Enrico Cortesi si occupa di diritto penale ed è associato ad Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) di Bergamo. Fa parte del comitato scientifico, commissione di diritto penale.

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