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Economia

Buste paga e retribuzioni: novità in arrivo

Di Redazione2 febbraio 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Allo studio un disegno di legge che tuteli il pagamento di quanto dovuto ai lavoratori

Buste paga e retribuzioni: novità in arrivo
Lavoro

BERGAMO — Sono molte le novità in arrivo introdotte dal nuovo disegno di legge c1041 a tutela degli stipendi dei lavoratori.

Il documento prevede che i salari versati solo in banca o in posta e la firma sulla busta paga non costituiranno prova dell’avvenuto pagamento.

L’obiettivo del disegno di legge è evitare che alcuni datori di lavoro, sotto il ricatto del licenziamento o della non assunzione, corrispondono ai lavoratori una retribuzione inferiore ai minimi fissati dalla contrattazione collettiva, pur facendo firmare al lavoratore, molto spesso, una busta paga dalla quale risulta una retribuzione regolare.

Il provvedimento si compone di 5 articoli. Rende obbligatorio il pagamento delle retribuzioni ai lavoratori attraverso banche o uffici postali.

Il datore di lavoro potrà scegliere se pagare il lavoratore attraverso accredito diretto sul conto corrente, emissione di un assegno oppure pagamento in contanti allo sportello bancario o postale. La firma della busta paga non costituirà prova dell’avvenuto pagamento.

Il provvedimento obbliga il datore di lavoro, al momento dell’assunzione, a comunicare al centro per l’impiego competente gli estremi dell’istituto bancario o dell’ufficio postale nel quale pagherà le retribuzioni. Allo stesso modo, l’ordine di pagamento potrà essere annullato soltanto trasmettendo alla banca o alle poste copia della lettera di licenziamento o delle dimissioni del lavoratore.

Il ddl esclude dagli obblighi introdotti i datori di lavoro che non sono titolari di partita Iva, spesso nemmeno titolari di un conto corrente. Esclusi anche i rapporti di lavoro domestico e familiare (nei quali i datori spesso sono persone anziane o disabili), così come i rapporti instaurati dai piccoli o piccolissimi condomini (ad es. per pulizia scale o manutenzione verde condominiale).

In caso di violazioni, sono previste pesanti sanzioni pecuniarie da cinquemila a 50mila euro. Chi non comunica al centro per l’impiego competente per territorio gli estremi dell’istituto bancario o dell’ufficio postale che effettuerà il pagamento delle retribuzioni è soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria di 500 euro e al successivo accertamento della direzione provinciale del lavoro.

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