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Bergamo

Dopo la movida: porcile in Borgo Santa Caterina (foto)

Di Redazione16 Gennaio 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Domenica mattina lo scenario era desolante. Ecco le foto di una sporcizia intollerabile

Dopo la movida: porcile in Borgo Santa Caterina (foto)
Un'immagine emblematica del post-movida in Borgo Santa Caterina

BERGAMO — Uno spettacolo di degrado e sporcizia difficilmente tollerabile. E’ quello lasciato nel fine settimana dalla movida in Borgo Santa Caterina.

Domenica mattina, dopo l’ormai “ordinaria” notte di schiamazzi, agli occhi dei residenti è comparso uno scenario avvilente. Per le vie del Borgo, decine di bicchieri di plastica, bottiglie, cannucce, centinaia di mozziconi di sigaretta e nefandezze di una serata alcolica di cui, per decenza, vi risparmiamo le foto.

Via Celestini, che interseca il Borgo passando davanti al meraviglioso monastero e alla scuola materna Garbelli, ridotta addirittura a discarica, come testimoniano queste altri immagini.

Nella mattina di domenica il Borgo, zona movida e limitrofi, era, passateci il termine, un porcile.

I residenti chiedono il sacrosanto diritto di vivere nel decoro. O, se è chiedere troppo, almeno in un ambiente decente. “Non si può impedire alle famiglie di uscire perché i bambini rischiano di prendere infezioni camminando in strada” hanno raccontato a Bergamosera. “E non si può pretendere che i residenti mettano mano dove non la metterebbe nemmeno un reparto di decontaminazione dell’esercito”.

Il regolamento comunale sulla convivenza fra esercizi commerciali e residenze all’articolo 3, tutela della salute, recita: “I gestori dei pubblici esercizi devono assicurare la completa pulizia e la massima condizioni di igiene da rifiuti derivanti sia dalla normale attività (carta, plastica, lattine) sia da eventuali comportamenti generanti degrado ambientale posti in essere dagli avventori o frequentatori dei locali, di tutti gli spazi e i luoghi contigui o vicini agli esercizi e alle eventuali aree in concessione”.

Ai residenti sentiti da Bergamosera non interessano le colpe quanto le soluzioni. Non importa se l’immondezzaio a cielo aperto sia responsabilità di compagnie di bontemponi e tiratardi, di gente che alza il gomito facilmente o dell’inciviltà diffusa, sempre comoda per le giustificazioni. E non interessano nemmeno le posizioni utilitaristiche di partiti, consiglieri, commissioni, assessori, giunte e sindaci.

I residenti ci hanno confessato che a loro importa solo vivere in un quartiere “dove non si respiri odore di latrina in ogni angolo”. Dove non serva fare di continuo lo “slalom fra chiazze organiche che fan venire il voltastomaco”. “Dove i bambini possano camminare per strada senza contrarre infezioni”.

Difficile dargli torto.

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