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Bergamo

Save the Children: un minore su 3 a rischio povertà

Di Redazione17 Novembre 2016 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Save the Children: un minore su 3 a rischio povertà
Bambini in un momento di svago

BERGAMO — E’ un quadro preoccupante quello che esce dalla ricerca “Bambini, Supereroi” redatta da “Save the Children”.

L’Atlante dell’infanzia, composto da 43 tavole e 280 pagine di analisi e dati geolocalizzati, a cura di Giulio Cederna e corredato dagli scatti di Riccardo Venturi, nasce dall’incontro tra “Save the Children” e Treccani e rientra nell’ambito della campagna “Illuminiamo il futuro”, avviata dall’associazione con l’obiettivo di contribuire a debellare la povertà educativa in Italia entro il 2030.

Secondo i dati, nel nostro paese quasi 1 minore su 3 è a rischio povertà ed esclusione sociale, mentre i bambini di 4 famiglie povere su 10 soffrono il freddo d’inverno perché i loro genitori non possono permettersi di riscaldare adeguatamente la casa.

Stando sempre allo stesso studio, più di 1 minore su 4 abita in appartamenti umidi, mentre l’abitazione di oltre 1 bambino su 10 che vive in famiglie a basso reddito non è sufficientemente luminosa.

In Lombardia, la percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che abbandonano precocemente gli studi, fermandosi alla licenza media, è di poco inferiore alla media nazionale (14,7 per cento), e tocca comunque il 13,1, mentre quasi un alunno quindicenne su 7 non raggiunge le competenze minime in matematica e più di 1 su 10 quelle in lettura.

Al di fuori della scuola, tra i 6 e i 17 anni, nel 2015, poco meno di un minore lombardo su due non ha letto neanche un libro o visitato mostre e musei, ben più di 2 su 3 non sono andati nemmeno a concerti musicali.

Guardando all’Italia nel suo insieme, 6 bambini e ragazzi su 10 i cui genitori hanno un titolo di studio basso sono a rischio di povertà ed esclusione sociale, un dato significativo se si pensa che in Lombardia il 37,3% degli adulti tra i 25 e i 64 anni ha al più un livello di istruzione secondaria inferiore.

Secondo il rapporto, 5,5 milioni di bambini e ragazzi sotto i 15 anni in Italia, inoltre, vivono in aree del Paese ad alta e medio-alta pericolosità sismica.

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