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Parola all'avvocato

Riconciliazione fra marito e moglie: come funziona

Di Redazione13 Ottobre 2016 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'avvocato Erika Trio spiega le conseguenze giuridiche del riavvicinamento fra coniugi separati

Riconciliazione fra marito e moglie: come funziona
Riconciliazione fra coniugi

Gentile avvocato, vorrei avere dei chiarimenti in merito alle conseguenze giuridiche derivanti dalla riconciliazione tra coniugi (in regime di comunione legale) successiva ad una separazione legale e al regime dei beni immobili acquistati durante la fase di riavvicinamento, seguita da una eventuale nuova separazione.

Gentile lettrice, il suo quesito mi permette di trattare un tema alquanto dibattuto nei tribunali di merito e, in particolare, di recente, dal tribunale di Trento.

A tal proposito, occorre anzitutto ricordare che l’articolo 157 del codice civile prevede che i coniugi possano concordemente fare cessare gli effetti della separazione legale, riconciliandosi, con una dichiarazione espressa o con un comportamento non equivoco che sia incompatibile con lo stato di separazione.

Ne consegue che, una volta che sia cessata la separazione, riprenderanno vigore i principi che regolano il matrimonio e il regime patrimoniale scelto dai coniugi (nel caso da lei rappresentatomi la comunione legale). Pertanto, se durante la fase di riconciliazione uno dei partner ha acquistato un bene immobile, questo ricadrà nella comunione, secondo l’art. 177 del codice civile, a meno che non si tratti di una delle ipotesi speciali di beni personali (esenti dal regime della comunione ex art. 179) come, ad esempio, i beni che servono all’esercizio della professione di un solo coniuge o i beni acquistati con denaro proveniente da trasferimento di beni personali.

Erika Trio

Erika Trio

Orbene, punto decisivo della questione è comprendere nella realtà cosa si intenda con l’espressione “comportamento non equivoco” che determina la riconciliazione, ex art. 177 del codice civile. A tal proposito, secondo la Corte di Cassazione occorre dare rilevanza essenziale ai comportamenti materiali ed esteriori diretti a dimostrare la seria e comune volontà delle parti di ricostituire l’affectio maritalis e a provare il ripristino del consorzio familiare e della comunione materiale e spirituale tra i coniugi.

In alcune fattispecie, ad esempio, non è stata ritenuta sufficiente a provare la riconciliazione la convivenza a scopo sperimentale oppure la coabitazione dovuta a momentanee esigenze abitative del marito appena uscito dal carcere.

Peraltro, è altrettanto rilevante individuare l’arco temporale in cui può dirsi effettivamente intervenuta la ricostituzione del rapporto coniugale, posto che solo da tale momento decorreranno nuovamente gli effetti del matrimonio e della comunione legale degli acquisti dei beni immobili.

Da ultimo, le faccio presente che nulla osta a che dopo la riconciliazione (che quindi travolge gli effetti della separazione legale) i coniugi decidano nuovamente di separarsi con separazione giudiziale o consensuale oppure anche mediante i nuovi istituti della convenzione di negoziazione assistita da un legale o anche senza un avvocato davanti all’ufficiale di stato civile, qualora sussistano i presupposti legali.

Erika Trio

L’avvocato Erika Trio si occupa di diritto civile, commerciale e tributario e, in particolar modo, di diritto di famiglia e dei minori. Fa parte del comitato scientifico Aiga Bergamo (deontologia e ordinamento forense).

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