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Cultura

Teatro, la Gilda delle arti compie 10 anni

Di Redazione12 Settembre 2016 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Teatro, la Gilda delle arti compie 10 anni
La Gilda delle arti

Dieci anni di attività sono un traguardo importante. E’ quello tagliato dalla “Gilda delle arti”, compagnia teatrale di Bergamo che fa della commistione tra le arti di scena la sua caratteristica principale.

Fondata nel 2006 da Nicola Armanni e Miriam Ghezzi, la compagnia produce spettacoli per spettatori di tutte le età e organizza percorsi per bambini, adulti e ragazzi che, attratti dalla magia che si cela dietro a un sipario, vogliono avvicinarsi al mondo del teatro.

La Gilda si dedica principalmente ai generi della prosa, della fiaba musicale e del monologo, i cui testi e arrangiamenti sono sempre unici e originali. Pur essendo consapevole della grande tradizione teatrale e musicale italiana, è anche molto attenta alle nuove forme espressive che caratterizzano il nostro tempo, a cui attinge largamente affinché ogni evento rispecchi il gusto e l’identità del pubblico del XXI secolo.

Al momento, la squadra di progettazione è composta da quattro persone, a cui si affiancano circa venti collaboratori di età compresa tra i diciotto e i trent’anni. In un panorama locale in cui il teatro sperimentale e il teatro per bambini sono indiscussi protagonisti, la compagnia propone principalmente spettacoli di prosa. Con l’obiettivo di far scoprire al pubblico i piccoli gioielli della letteratura teatrale, per le produzioni degli ultimi due anni La Gilda delle Arti ha preso come riferimento le opere di Moliere, di Shakespeare e di Goldoni, allestendo “L’Avaro senza l’avaro”, “Romeo e Giulietta. Un amore senza lieto fine”, “Molto rumore per nulla” e “L’Arlechì. Il servitore di due padroni”; si tratta di spettacoli molto diversi tra loro, in cui la regia ha un ruolo determinante nella riduzione e nella valorizzazione del testo originale: tre commedie e una tragedia che si propongono a un pubblico giovane e adulto come momento di intrattenimento di qualità e di approfondimento culturale.

Gilda delle arti

Gilda delle arti

La Gilda delle arti è inoltre attiva sul piano della didattica, con lo scopo di trasmettere la passione per le arti di scena alle nuove generazioni, con corsi per scuole e workshop teatrali e spettacoli con gli allievi; anche in questo senso, la compagnia cerca di lasciare il suo tratto distintivo: creare un evento teatrale vero e proprio, aperto e rivolto a un pubblico ampio, e non limitato agli amici e ai parenti dei partecipanti.

Forse è questo l’aspetto che i collaboratori de La Gilda delle Arti cercano di trasmettere con maggior forza: il teatro non è solo un palco per esibire se stessi e le proprie capacità, ma un luogo in cui cercare, con professionalità e passione, l’incontro con il pubblico.

A cosa puntare, nei prossimi dieci anni? In primo luogo, ad espandere la propria area di risonanza e fidelizzare un nuovo pubblico anche fuori dalla provincia di Bergamo: un traguardo forse non troppo lontano, grazie anche all’aumento del numero di collaboratori e della disponibilità economica della compagnia. In secondo luogo, c’è il proposito di rafforzare la cooperazione con gli enti territoriali, intessendo relazioni con chi, più di tutti, ha a che fare con giovani e ragazzi, come gli oratori, gli istituti comprensivi e le scuole di musica. E per terzo, ampliare l’offerta degli eventi teatrali e creare una compagnia stabile di attori “under 25”: in questo senso va inteso il progetto “Much ado about nothing”, che nel 2016 ha mosso i primi passi e ha coinvolto giovani di tutta la provincia in un percorso professionalizzante.

Oltre a questi obiettivi a breve termine, La Gilda delle Arti punta in alto; con una buona dose di temerarietà e di incoscienza, prova a gettare le basi per la creazione di un centro culturale vero e proprio, una scuola e un’accademia, un teatro e un luogo di confronto: in poche parole, un incubatore per nuove figure professionali animate di passione e di risolutezza, con lo scopo di avviare una nuova e ruggente era del teatro italiano.

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