iscrizionenewslettergif
Storia

Bergamo scomparsa: alla corte di Colleoni

Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bergamo scomparsa: alla corte di Colleoni
Particolare del castello di Malpaga

Al castello di Malpaga le esigenze di eleganza e rappresentanza che, come abbiamo visto, indussero il condottiero Bartolomeo Colleoni a superare le norme di un’architettura rigidamente militare, condizionano in misura maggiore l’interno della costruzione.

Nella decorazione pittorica si possono individuare tre fasi. La prima, a losanghe bianche e nere, superstite del decoro precedente all’acquisto del Colleoni. La seconda, quattrocentesca, fu realizzata per committenza del condottiero stesso tra il 1456, data dell’acquisto dell’edificio e il 1475, data della morte. La terza, cinquecentesca, dovuta alla committenza dei nipoti, tesa ad esaltare le gesta del nonno ed in particolare la visita del re di Danimarca.

Preferiamo ricostruire la fase quattrocentesca che ci permette di ritrovare almeno in parte l’ambiente così come il condottiero l’aveva voluto. La qualità non è alta, spesso deteriorata e non del tutto leggibile. Sconosciuti i nomi degli artisti. La frammentarietà delle parti pittoriche rimaste e la sovrapposizione di diversi interventi rendono difficile l’indagine di un percorso iconografico preciso che pure doveva essere presente. Ma se riusciamo ad immaginare un’apparenza più completa e smagliante con colori più vivi, ci ritroviamo nel mondo suggestivo e luminoso di una corte dell’epoca.

Nell’atrio al piano terra figure di guerrieri sono a guardia del castello. Due giovani che lottano alludono forse alle virtù eroiche del capitano o all’addestramento marziale dei giovani ospiti dell’edificio. Nella cappelletta figure di santi, in particolare San Bernardino, appena canonizzato.

Ma è nella grande sala al primo piano il ciclo decorativo di maggior rilievo e di maggior fascino. La decorazione è impostata come una serie di finti arazzi appesi alle pareti. Se ne vedono le frange, i chiodi di aggancio, nonché in qualche punto anche l’ombra che l’arazzo, leggermente scostato, proietta sulla parete reale. All’interno le figure campeggiano su uno sfondo di verzura che lascia intravvedere solo una sottile striscia di cielo. Vi si inseriscono ogni tanto le mura e le torri di una città fortificata. In tale ambiente si svolgono le scene all’aperto della vita di corte. Purtroppo solo frammenti che sicuramente avevano fra loro rapporti oggi difficilmente individuabili.

I cavalieri partono o forse ritornano da una caccia e una dama riceve da un gentiluomo l’omaggio della preda. Una dama e un cavaliere in groppa allo stesso cavallo sono intenti alla caccia al cinghiale. Un paggio tiene una scimmia sulle spalle. Alcune donne raccolgono frutta e una di loro intreccia una corona. Gli abbigliamenti e soprattutto i copricapi sono quelli della moda del tempo. Scene della vita che si svolgeva nelle corti signorili, sicuramente anche nei giardini di Malpaga, dove il Colleoni invitava i suoi amici e i suoi ospiti illustri con intrattenimenti di cacce, gare, tornei, musicanti e buffoni.

Diversa per caratteri stilistici e per scelta tematica la raffigurazione sulla parete di fondo. Una dama in trono è incoronata da tre coppie di angeli e attorniata da sapienti che disputano fra loro, alcuni con gli occhi fissi su di lei. Ai lati come sentinelle altre due dame portano in testa una corona. Alle spalle uno sfondo di alberi limitato da due castelli. La stessa solennità della scena suggerisce un’interpretazione allegorica. E’ il giardino della Sapienza abitato dai saggi e difeso dalle due virtù della Fortezza e della Giustizia. Anche a Malpaga la Sapienza, assistita dalla Fortezza e dalla Giustizia, accompagnava l’esercizio del potere.

Una porticina sul lato ovest conduce nell’ambiente considerato tradizionalmente la stanza da letto. Qui il condottiero moriva all’alba del due novembre 1475. Entro una nicchia è affrescata la quattrocentesca Madonna dell’umiltà che la tradizione dice particolarmente amata dal Colleoni. Accanto le figure di San Bartolomeo, suo santo patrono, e di San Ludovico di Tolosa. In altre sale dello stesso piano altre scene di vita cortese e di caccia, oltre a quella di un calzolaio nella sua bottega.

Andreina Franco Loiri Locatelli

Leggi le altre puntate di Bergamo scomparsa.
Bergamo scomparsa: la bibliografia.

Bergamo scomparsa: al castello di Malpaga

Il castello di MalpagaAbbiamo visto negli incontri precedenti come al Colleoni fossero stati concessi in feudo a compenso ...

Bergamo scomparsa: accadde al Castello di Malpaga

Il castello di MalpagaNel castello di Malpaga, da noi descritto negli incontri precedenti, il Colleoni dovette trascorrere negli ...