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Parola all'avvocato

Bergamo, occhio alla truffa degli assegni circolari

Di Redazione6 Giugno 2016 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'avvocato Carlo Ghidotti racconta un caso che sembra uscito dal film Ocean's eleven

Bergamo, occhio alla truffa degli assegni circolari
Occhio alla truffa degli assegni circolari

Cari lettori, oggi voglio raccontarvi una storia che sembra veramente “uscita da un film”. La vicenda è la seguente: qualche anno fa il titolare di una società che produce abbigliamento sportivo (che chiameremo “Luca” – il nome è, ovviamente, di fantasia – ndr) veniva contattato da un imprenditore (“Marco”) il quale comunicava la propria intenzione di acquistare merce per circa settantamila euro.

Visto l’importo considerevole, Luca chiedeva di ricevere delle informazioni relative all’attività di Marco. Pertanto, quest’ultimo trasmetteva i suoi biglietti da visita, copia della visura camerale, un depliant, etc, garantendo la propria serietà commerciale e precisando che avrebbe pagato la merce con assegni circolari (e, quindi, sicuramente coperti).

Dopo qualche giorno Marco si recava presso l’azienda di Luca con un proprio dipendente, ed un camion per caricare la merce. Prima di procedere all’acquisto, Marco consegnava a Luca due assegni circolari. Luca trasmetteva quindi via fax alla filiale della propria banca una copia degli assegni, chiedendo di effettuare un controllo sulla copertura degli stessi (il cosiddetto “bene emissione”).

Pertanto, il direttore della banca telefonava alla filiale dell’istituto bancario che aveva emesso gli assegni circolari, e gli rispondeva una persona (“Stefano”) il quale si qualificava come funzionario della stessa. Stefano chiedeva gli estremi identificativi degli assegni e confermava la corretta emissione in relazione alla data, al numero, all’importo, ed al soggetto beneficiario.

Per ulteriore scrupolo, il direttore digitava un altro numero di telefono della stessa banca, trovando sempre lo stesso funzionario, il quale confermava ancora una volta che la ditta di Marco aveva effettivamente richiesto l’emissione dei due titoli di credito.

Il direttore, infine, inseriva i codici numerici dei due assegni nell’apposito “Archivio informatizzato degli assegni bancari e postali”, appurando che gli assegni in oggetto non risultavano tra quelli segnalati come smarriti, sottratti o bloccati. Dopo questi controlli incrociati, il direttore rassicurava Luca, comunicando che la banca emittente aveva confermato la piena copertura degli assegni, e che gli stessi non risultavano rubati o bloccati. A questo punto, i dipendenti di Luca provvedevano a caricare sul camion di Marco abbigliamento e merce per una valore complessivo di circa settantamila euro. Poco dopo Luca si recava in banca per versare gli assegni circolari.

Carlo Ghidotti

Carlo Ghidotti

Purtroppo, dopo un paio di giorni la banca di Luca informava quest’ultimo che gli assegni circolari erano scoperti, in quanto sottratti “in bianco” ed alterati. A questo punto il direttore contattava nuovamente la banca emittente, ma, in tale circostanza, il funzionario di turno (Giorgio) riferiva che gli assegni non risultavano emessi dal loro istituto, e che gli stessi non risultavano essere stati bloccati. Giorgio aggiungeva che la loro banca era già stata oggetto di intercettazioni e clonazioni telefoniche e che non vi era alcuno “Stefano” che lavorava per loro. In sostanza, veniva smascherato il piano criminale: i truffatori avevano rubato un blocchetto di assegni circolari, alterando un paio di cifre del codice numerico (in modo che tale codice non risultasse inserito nell’archivio degli assegni rubati) e compilandoli.

In seguito, sapendo che la banca della società di Luca avrebbe telefonato per chiedere se gli assegni erano autentici, un complice si è appostato nei pressi della banca medesima e, inserendosi nella linea telefonica, ha risposto alle telefonate del direttore spacciandosi per un funzionario della banca emittente (Stefano) e garantendo – per ben due volte – che i titoli di credito erano “sicuri”. Un piano davvero ingegnoso, bisogna ammetterlo. In seguito ho assistito la banca nella causa promossa dalla società di Luca, la quale sosteneva che la banca stessa era stata negligente nell’effettuare i controlli.

Il Tribunale ha respinto le domande della società di Luca evidenziando che la banca non era stata negligente, anche alla luce dell’ingegnoso ed imprevedibile piano messo in atto dalla banda di Marco. A parte l’aspetto giuridico, quale è la morale di questa storia? Un piccolo consiglio: è chiaro che, nella stragrande maggioranza dei casi gli assegni circolari sono sicuri. In ogni caso, se avete un’attività e vi viene chiesto da sconosciuti di acquistare merce per un importo considerevole, aspettate che vi sia l’effettivo accredito sul conto corrente, prima di effettuare la consegna della merce.

Carlo Ghidotti

L’avvocato Carlo Ghidotti si occupa di diritto civile in generale, con particolare riguardo al risarcimento danni derivanti da responsabilità professionale medica, e/o da infortunio, alla tutela dei consumatori, al diritto bancario, alla contrattualistica, ed al diritto di famiglia, e fa parte del comitato scientifico di Aiga Bergamo.

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