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Bergamo

Ridurre della metà il pm10: convegno a Bergamo

Di Redazione25 Maggio 2016 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Ridurre della metà il pm10: convegno a Bergamo
Pellet di legno e fuoco

BERGAMO — Ridurre del 50 per cento le particelle inquinanti di pm10 da biomassa legnosa con il corretto uso della legna, dal bosco al focolare domestico più performante, all’impianto fumario e la sua corretta manutenzione e gestione. Questo l’obiettivo dell’incontro promosso da Anfus, Assocosma, Aiel e Confindustria che si terrà il 31 maggio a Bergamo.

Il simposio avrà inizio alle 14 nella sala Viterbi della Provincia, in via Tasso.

La riduzione del pm10 è argomento fondamentale per tutte le più autorevoli e conosciute voci della tecnica e della associazionismo che saranno presenti al convegno per portare il proprio fattivo contributo alla discussione sulla sostenibilità della biomassa energia inesauribile e FER termica di importanza strategica ed estremamente vantaggiosa.

Il vicepresidente Sandro Bani e il direttore dell’Appa Trentino Tonidandel illustreranno le buone prassi per la gestione d’impianto e le attività realizzate e in fase di realizzazione per il risanamento degli impianti in Lombardia e Trentino all’interno dei progetti “Il cambiamento è nell’aria” e “Camino”.

I provvedimenti sull’utilizzo degli impianti domestici a biomassa sono efficaci se coordinati e mirati. Il convegno vuole fare il punto sulle conseguenze di un blocco generalizzato ed evidenziare come vi siano elementi tecnologici e politiche territoriali a lungo termine che possano dare certezza sulla riduzione in ambiente di particolato. Il convegno ha l’obiettivo di fare chiarezza su dati emissivi, ruolo degli operatori, tecnologia disponibile e strumenti legislativi in essere.

La biomassa non incrementa la quantità globale di anidride carbonica presente nell’atmosfera perchè il processo di combustione delle biomasse, infatti, libera tanta CO2 quanta le piante ne assorbono nell’intero corso della loro vita. La sua minore “dipendenza energetica” dai paesi produttori di combustibili fossili è un altro vantaggio che deriva dal suo utilizzo. Inoltre la sua abbondanza, la facilità di estrazione energetica, il basso tenore di zolfo con la conseguenza di non contribuire alle piogge acide, nel fatto che il suo fine ciclo costituisce potenziale fertilizzante.
Attualmente gran parte dell’energia fornita dalle biomasse deriva dalla legna da ardere.

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