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Bergamo

Web e digitale: 4000 universitari alla Fiera di Bergamo

Di Redazione20 Aprile 2016 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Per "Campus party", il festival dell'innovazione che si terrà dal 19 al 24 luglio prossimo

Web e digitale: 4000 universitari alla Fiera di Bergamo
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BERGAMO — Si terrà a Bergamo dal 19 al 24 luglio prossimo “Campus Party”, uno degli eventi internazionali più grandi al mondo sul tema dell’innovazione digitale e dell’imprenditoria.

Si tratta di una sei giorni dedicata ai ragazzi dai 18 ai 28 anni. Oltre quattromila studenti universitari sono attesi alla Fiera di Bergamo per il festival.

I giovani saranno coinvolti in un intenso programma di conferenze, workshop, hackathon e laboratori, costruito anche grazie alla collaborazione delle principali istituzioni che in Italia si occupano di formazione, ricerca e innovazione.

Aziende e istituzioni potranno sottoporre progetti e richieste agli studenti che avranno l’opportunità di creare soluzioni innovative nel corso di maratone di progettualità digitale e potranno così mettere evidenza il proprio talento. L’obiettivo è stimolarli per generare innovazioni che abbiano un impatto positivo sulle città, l’occupazione, la qualità della vita, l’economia. I settori che maggiormente vengono esplorati da Campus Party sono energia, manifattura, telecomunicazioni, mobilità e commercio.

“Dal 19 al 24 luglio la Fiera di Bergamo diventerà la prateria dell’innovazione per 4.000 studenti universitari. Il Miur incentiverà la partecipazione degli studenti stranieri, più di 200, per un’esperienza di scambio unica che guarda al futuro attraverso la bellezza della conoscenza” afferma il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini.

Il programma della sei giorni includerà anche keynote con speaker d’eccezione nel mondo dell’innovazione digitale: Jeremy Rifkin, economista e autore di venti opere sull’impatto delle nuove tecnologie, Neil Harbisson l’uomo cibernetico artista e presidente della Cyborg Foundation, Chris Anderson, ex direttore di Wired e inventore del concetto di “coda lunga” legato al web, e Sir Tim Berners-Lee, ideatore del World Wide Web.

“I ragazzi potranno ascoltare e imparare in loco da figure di rilevanza internazionale, spesso personaggi cui si ispirano e che hanno dettato il passo dell’innovazione negli ultimi anni – commenta Stefano Cagnoni, direttore e organizzatore di Campus Party – Dei 4 mila giovani attesi ci aspettiamo che una delegazione provenga da altri Paesi dell’Unione Europea proprio poiché sono consapevoli di trovare contenuti di valore, e sono disposti a spostarsi oltreconfine per mantenere il contatto con questa grande community di cui fanno già parte o nella quale vogliono entrare come nuovi ‘campuseros’”.

Creato nel 1997 in Spagna, Campus Party è già presente con edizioni a cadenza annuale in Messico, Costa Rica, Portogallo, Brasile, Ecuador e Argentina e ha visto la partecipazione di 150.000 giovani “campuseros”. Presso la Fiera verrà dedicata inoltre un’area espositiva alle startup che potranno farsi conoscere dai 50 mila visitatori attesi. Finora sono state 690 quelle nate dall’esperienza di Campus Party nel mondo, un numero che sottolinea la matrice imprenditoriale del festival che unisce la tecnologia e la creatività alla ricerca.

L’Advisory Board di Campus Party è composto da: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Agenzia per l’Italia Digitale, Conferenza dei rettori delle università Italiane (Crui), Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu) e il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).

Gaetano Manfredi, presidente Crui, afferma: “Un’iniziativa del genere è molto importante nell’ottica del fare università in modo moderno. L’università deve ascoltare il cambiamento e adeguarsi alle modifiche della società. Oggi il tema della creatività, del sapere, del guardare al futuro anche con dei metodi di formazione non formali, è una grande sfida per tutto il sistema universitario. Dobbiamo essere in grado di cogliere questo cambiamento e questo è il motivo per cui la Conferenza dei rettori e il mondo universitario tutto sono interessati a questa iniziativa che è un modo per mettere insieme i saperi tradizionali, i metodi comuni di fare ricerca con la grande creatività dei giovani, con il melting pot che dobbiamo creare tra generazioni, saperi, metodi di insegnamento e di apprendimento”.

“Cercheremo di far diventare i giorni di permanenza a Bergamo un’occasione per i ragazzi di vivere e conoscere la città. Come sindaco non potevo che accogliere con grande entusiasmo questa iniziativa perché essere per alcuni giorni al centro del mondo dell’innovazione italiano e internazionale è un’opportunità da non lasciarsi scappare – commenta il sindaco di Bergamo Giorgio Gori – Poter essere crocevia tra il mondo universitario, della ricerca e dell’impresa nell’ottica dell’innovazione è quanto di più vicino alla vocazione che noi cerchiamo di coltivare. Ci aspettiamo quindi che tra i visitatori ci siano non solo tanti curiosi, ma molti giovani da tutta Italia e ci auguriamo che i partner e le imprese sappiano cogliere questa importante occasione di innovazione”.

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