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Bergamo

Cancro e stili di vita: convegno a Bergamo

Di Redazione17 marzo 2016 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cancro e stili di vita: convegno a Bergamo
L'ospedale di Bergamo

BERGAMO — Ciò che mangiamo può influire sul rischio di ammalarsi di cancro? Esiste una relazione tra attività fisica e rischio di cancro? Smettere con fumo e alcol cancella le conseguenze di eccessi passati? L’inquinamento e i campi magnetici sono pericolosi? A questi e altri dubbi sul legame tra stili di vita e rischio di ammalarsi di tumore cercheranno di rispondere i medici dell’ospedale Papa Giovanni, gli specialisti dell’Asl di Bergamo e i rappresentati delle associazioni attive nel settore della prevenzione oncologica.

L’evento si terrà sabato 19 marzo all’auditorio Parenzan, dentro l’ospedale di Bergamo, a partire dalle 14.30 durante l’evento “Viviamo con stile – Cibo e vita sana per prevenire i tumori: miti, fatti e speranze”.

In occasione della Settimana della prevenzione oncologica, l’obiettivo è aiutare i cittadini a destreggiarsi tra le notizia a volte discordanti che rimbalzano a correnti alterni sui media su cosa è bene fare e cosa no se si vuole allontanare il rischio di tumore, arrivando a produrre un decalogo per un stile di vita realmente amico della salute.

“La cultura della prevenzione – spiega Carlo Tondini, direttore dell’Oncologia del Papa Giovanni XXIII – è una delle sfide più difficili che l’individuo deve affrontare. Noi siamo abituati ad affrontare i problemi man mano che ci si presentato, siamo disponibili a cercare di intercettarli il prima possibile, ma spesso facciamo fatica ad impegnarci negli anni con costanza e pazienza per ridurre il rischio di ammalarci. Perché la costanza e la pazienza, sostenuta da un’adeguata motivazione personale, sono il segreto di una buona prevenzione attraverso la scelta di stili di vita sani. Alimentazione, esercizio fisico, controllo del peso corporeo, protezione nei confronti di sostanze tossiche e di virus sono i capisaldi di una vita spesa all’insegna della tutela del nostro corpo. I nemici della nostra salute li conosciamo bene, ma non sempre riusciamo a fare a meno della loro compagna”.

Nel corso del pomeriggio tre diverse tavole rotonde con i maggiori esperti della provincia di Bergamo cercheranno di spiegare come alimentazione, peso, esercizio fisico, terapie ormonali, virus, fumo, alcol, inquinamento e altre situazioni influiscono sul rischio di ammalarsi di cancro.

“La Liltdi Bergamo è sempre stata in prima fila da oltre 80 anni nella prevenzione, diagnosi precoce e cura dei tumori – spiega il presidente Giuseppe Chiesa -. In particolare il nostro impegno è rivolto alla diffusione della cultura della prevenzione attraverso l’adozione di corretti stili di vita. La nostra azione inizia fin dall’infanzia e la prima adolescenza cercando di trasmettere ai bambini e ai ragazzi l’importanza di seguire una corretta alimentazione, una adeguata attività fisica, astenendosi dal fumo e dal consumo di alcol. Il tutto attraverso progetti finalizzati a ridurre i fattori di rischio di contrarre malattie tumorali in età adulta.”

“Investire nella prevenzione – evidenzia Mara Azzi, direttore dell’Asl di Bergamo – è un’azione strategica fondamentale per migliorare la qualità della vita e del benessere degli individui, con forti ripercussioni positive sull’intero sistema sociale. Proprio per questo il nostro impegno è promuovere stili di vita sani, agendo così sui principali fattori di rischio sia per le malattie cronico-degenerative sia per le patologie oncologiche che, come ormai noto, riconoscono tra i loro principali determinanti le condizioni di vita in ogni contesto, lavorativo e domestico”.

Si parlerà anche del rapporto tra esposizione ai raggi solari e melanoma, tema a cui verrà dedicata anche l’esposizione “Clicca il neo”, che torna in Hospital street del Papa Giovanni dopo il successo della scorsa estate, quando al Centro studi Gised sono arrivate 380 immagini di nei che altrettanti utenti hanno inviato per capire se quella macchia fosse pericolosa o meno. In 5 casi il sospetto era più che fondato perché effettivamente si trattava di melanoma, poi asportato nella Dermatologia del Papa Giovanni.

“Cinque melanomi su 380 lesioni valutabili è una frequenza molto superiore rispetto a quella attesa sulla base di una distribuzione casuale delle lesioni – ha commentato Luigi Naldi, dermatologo del Papa Giovanni e direttore del Centro studi Gised -. Questi dati dimostrano quindi l’efficacia di questi strumenti, che potremmo definire di tele-dermatologia, nel promuovere la diagnosi precoce dei tumori cutanei, che insieme alla prevenzione costituiscono ancora il binomio più efficaci che ognuno di noi ha a disposizione per proteggersi dal cancro”.

In Hospital street per tutta la settimana e fino alla sera di sabato 19 marzo saranno esposti anche dei pannelli con trucchi e consigli pratici per mangiare in modo sano e sarà possibile assistere alle dimostrazioni degli istruttori di Sportpiù, che spiegheranno come non serve diventare degli atleti per tenersi in forma con l’esercizio fisico.

“Sempre più ricerche confermano che l’esercizio fisico è un potentissimo alleato per prevenire e sconfiggere il cancro. Per questo motivo stiamo lavorando al fianco di medici ed istituzioni per offrire alla comunità un servizio sempre più importante – ha affermato Alberto Gamba dei centri Sportpiù -. Un anno fa abbiamo avviato un progetto in cui i medici prescrivono l’esercizio fisico ai propri pazienti e i risultati che stiamo vedendo sono incredibili: persone che mai avrebbero pensato di frequentare una palestra, ora non vi rinuncerebbero più, e sono sempre più i casi in cui queste persone ci comunicano di non aver più bisogno della pastiglia per la pressione, o per il diabete, per esempio. Ora abbiamo preparato dei percorsi specifici anche per i pazienti oncologici”.

“La nostra azienda è storicamente impegnata a sostenere e promuovere attività e iniziative utili per educare operatori e cittadini a comportamenti virtuosi per la propria salute – ha spiegato Carlo Nicora, direttore generale dell’ospedale di Bergamo -. Con questa iniziativa daremo vita ad un pomeriggio di confronto tra specialisti, ma anche di festa, in cui i bergamaschi possono trovare ispirazioni e consigli pratici per vivere meglio e più in salute”.

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