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Point di Dalmine: reportage dalla Bergamo del futuro (foto)

Di Redazione11 Marzo 2016 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Bergamosera ha visitato per voi la struttura di Bergamo Sviluppo dedicata all'innovazione. Ecco cosa abbiamo visto

Point di Dalmine: reportage dalla Bergamo del futuro (foto)
Il Point di Dalmine

DALMINE — Un viaggio nella Bergamo che verrà, fra strutture metalliche, tanto vetro, spazi ampi e un’atmosfera permeata da voglia di novità e d’impresa. Siamo al Point di Dalmine, il polo per l’innovazione tecnologia, costruito accanto alla facoltà d’ingegneria dell’Università di Bergamo.

Qui hanno sede l’incubatore d’impresa di Bergamo Sviluppo e 28 aziende, fra piccole e medie, che si sono insediate in uno dei parchi scientifici più innovativi d’Italia.

“Il Point nasce per favorire lo sviluppo del territorio – spiega il direttore generale dell’azienda speciale della Camera di Commercio Cristiano Arrigoni – qui ci sono imprese e progetti di ricerca legati alle diverse tematiche dell’innovazione”.

La struttura è divisa sostanzialmente in tre parti. La prima dedicata all’incubatore d’impresa, dove vengono ospitate le start-up. Curiosando lungo i corridoi, abbiamo trovato al lavoro persone di grande disponibilità, prodighe nel raccontarci quanto stavano cercando di creare: dalle stampanti in 3D, ai sistemi di gestione delle acque, passando per i servizi di welfare aziendale. Persone tendenzialmente giovani, che portano negli occhi il sacro fuoco della modernizzazione.

Lo stesso abbiamo trovato nella seconda sezione, dove ci sono spazi per imprese di piccole dimensioni, mentre nella terza sono ospitate aziende che necessitano di spazi più grandi per le loro attività, tutti personalizzabili.

Il direttore di Bergamo Sviluppo Cristiano Arrigoni

Il direttore di Bergamo Sviluppo Cristiano Arrigoni

“Il Point offre alle imprese spazi attrezzati per le esigenze e ogni attività d’ufficio, di laboratorio e piccola produzione – spiega Arrigoni -. Nei prossimi mesi apriremo una nuova sezione, con 8 spazi modulari da 80 metri quadrati ciascuno per la manifattura avanzata e la prototipizzazione”.

Per ora restiamo a quel che c’è già. Ovvero 40mila metri quadrati di uffici con spazi modulari e 4000 metri quadrati di laboratori attrezzati. E poi servizi di ogni genere. Compresi un’aula magna da 275 posti, sale per riunioni, convegni, meeting e seminari dotate di ogni tecnologia multimediale, spazi di coworking. E persino un meraviglioso carro-ponte ereditato dalla vecchia Dalmine che qui aveva sede un tempo. Li vedete qui di seguito, nelle foto di Fabio Invernici.

Nel Point trova spazio anche il Matech, un centro di trasferimento tecnologico per aziende e professionisti in cerca di materiali innovativi. In esposizione abbiamo visto ceramiche iniettate, compositi, tessuti, rivestimenti, nanomateriali, materiali ecologici di cui, lo ammettiamo, non sospettavamo nemmeno l’esistenza.

Passando lungo la struttura si notano aziende di tutti i tipi, sintomo che non esistono settori che non possano essere spinti in avanti. Dall’energia alle rinnovabili, dalle tecnologie informatiche ai laboratori di dermatologia veterinaria, dalla promozione del territorio alle tecnologie per l’industria della calce, dal noleggio di macchine industriali al web, dal telecontrollo alle consulenze aziendali, fino a uno studio di produzione televisiva. E chi più ne ha più ne metta.

Nelle aziende insediate al Point lavorano attualmente 300 persone. Ma la sensazione è tutt’altro che di fastidioso affollamento. Gli spazi sono ben distribuiti e, guardando i capannelli di novelli Archimede sparsi qua e là, pare di essere dentro un campus tecnologico d’Oltreoceano, a metà strada fra il religioso silenzio di una biblioteca e l’adrenalina di un futuro a portata di mano.

L'interno del Point di Dalmine

L’interno del Point di Dalmine

“Il vantaggio d’insediarsi al Point – spiega ancora Arrigoni – è dato dalla possibilità di networking con le diverse aziende e realtà presenti e dai collegamenti che si possono attivare con altri  parchi scientifici, università italiane e centri di ricerca”.

Insomma, un concentrato d’intelletto, economia, processi industriali e tecnologia in rete, a pochi chilometri dalla città. Ma quanto costa insediare la propria azienda in un luogo come questo? “Il costo di uno spazio al Point si aggira sui 120 euro al metro quadro. Il che significa che per un ufficio di circa 100 metri quadrati si pagano dai 12 ai 15 mila euro l’anno, a seconda dei servizi aggiuntivi” dice Arrigoni.

“Bergamo Sviluppo sta lavorando sodo sull’innovazione e il trasferimento tecnologico – continua il direttore -. Per  questo, oltre ai progetti territoriali, alla formazione, all’internazionalizzazione, abbiamo dato vita a un progetto di tutela e valorizzazione della proprietà intellettuale attraverso uno sportello presente proprio qui al Point”. Pacchetto completo, non c’è che dire.

Wainer Preda

 

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