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Parola all'avvocato

Canone Rai, ecco chi deve pagare e chi no

Di Redazione3 Febbraio 2016 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'avvocato Vincenzo Fusco fa chiarezza sull'arrivo della tassa televisiva nella bolletta elettrica

Canone Rai, ecco chi deve pagare e chi no
Rai

Gentile avvocato, gradirei avere chiarimenti sulle nuove modalità di pagamento del canone Rai integrato nelle bollette dell’energia elettrica, con particolare riferimento ai soggetti obbligati e alle ipotesi di esonero.

Caro lettore,
la nuova disciplina riguardante il canone Rai è contenuta nella Legge di stabilità 2016 (L. n. 208/2015, art. 1, commi da 152 a 160) e prevede una importante novità a partire da quest’anno: l’entità del canone è di euro 100 (13,5 euro in meno rispetto all’anno scorso) il cui pagamento avverrà in dieci rate mensili, addebitate nelle bollette dell’energia elettrica.
Considerati i tempi tecnici di adeguamento ai sistemi di fatturazione, solo per quest’anno, il primo addebito avverrà nel mese di luglio, nella cui bolletta sarà richiesto l’importo di 70 euro, mentre nelle bollette successive, a partire da agosto, saranno ripartiti i restanti 30 euro.

Dal 2017 in poi, invece, la riscossione del canone sarà distribuita (salvo eventuali aumenti) in 10 rate da 10 euro l’una; visto, però che, solitamente, le bollette dell’energia elettrica sono bimestrali o addirittura trimestrali, nelle stesse verrà addebitata la somma delle rate mensili del canone riferite a quel periodo. Quindi, se la fattura è bimestrale, le rate del canone addebitate saranno due (e la fattura recherà un addebito per canone Rai di 20 euro); se la fattura è trimestrale, le rate addebitate saranno tre (con relativo addebito di 30 euro).

In linea generale, sono tenuti al pagamento coloro che possiedono un apparecchio che consente la ricezione delle trasmissioni televisive, indipendentemente dalla quantità o dalla qualità del relativo utilizzo; con la Legge di stabilità 2016 si presume il possesso di un apparecchio televisivo laddove vi sia un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui il contribuente ha la residenza anagrafica.

La presunzione di possesso può essere superata mediante una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, da presentare all’Agenzia delle entrate – Direzione provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino I – Sportello S.A.T., con le modalità che saranno definite mediante un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate; essa ha validità per l’anno in cui è stata presentata e, in caso di dichiarazioni false, scattano conseguenze penali.

Considerate le notevoli incertezze applicative, con il comunicato stampa congiunto Agenzia delle entrate/Rai dello scorso 13 gennaio, viene segnalato il sito istituzionale www.canone.rai.it, dove, nella sezione FAQ, sono fornite alcuni chiarimenti.

Vincenzo Fusco

Vincenzo Fusco

Consultando tale sito, si apprende ad esempio, che i possessori dei soli apparecchi radiofonici sono esonerati dal pagamento del canone; mentre invece, quelli che usano la tv come monitor per il Pc o per la riproduzione di DVD/videocassette non sono esentati dal tributo, posto che tale impiego non esclude l’utilizzabilità dell’apparecchio per la ricezione dei canali tv.
Analogo discorso vale per i sottoscrittori di contratti per la visione della tv via satellite (la cosiddetta pay-tv), i quali rimangono tenuti al pagamento del canone Rai, secondo il principio della potenziale utilizzabilità della TV per la visione dei canali Rai.

Un importante chiarimento è quello che riguarda gli appartamenti concessi in locazione, nel qual caso tenuto al pagamento del canone è l’inquilino, considerato detentore dell’apparecchio televisivo, anche se lo stesso gli sia stato fornito dal proprietario assieme all’arredamento dell’immobile.

Chi possiede una seconda casa non è tenuto al doppio pagamento del canone: il canone è dovuto una sola volta per tutti gli apparecchi detenuti nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica.

Per quanto riguarda le esenzioni, dal sito Rai invece risulta che non saranno tenuti al versamento i soggetti con età pari o superiore ai 75 anni e un reddito proprio e del coniuge complessivamente non superiore ai 6.713, 98 euro.

Viene infine evidenziato che la presunzione di detenzione dell’apparecchio televisivo non vale per le utenze elettriche non domestiche o quelle speciali (come ad esempio locali o esercizi pubblici).

Vincenzo Fusco

L’avvocato Vincenzo Fusco si occupa prevalentemente di diritto tributario. Fa parte del direttivo di AIGA (Associazione Italiana Giovani Avvocati) di Bergamo.

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