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Politica

Forza Italia Bergamo, Franco coordinatore: rilanciare il partito

Di Redazione30 Gennaio 2016 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Congresso come da copione. Fontana punzecchia gli ex colleghi di partito, Sorte rivendica i meriti della Regione, Gelmini suona la carica

Forza Italia Bergamo, Franco coordinatore: rilanciare il partito
Paolo Franco (foto courtesy Paolo Ferrari)

BERGAMO — Tutto come da copione. Come anticipato nei giorni scorsi da Bergamosera (leggi l’articolo qui), Paolo Franco è il nuovo coordinatore provinciale di Forza Italia Bergamo.

Al suo fianco 4 vicecoordinatori: Jonathan Lobati, Alessandro Vigentini, Gabriele Cortesi e Serenella Cadei. Il coordinamento provinciale sarà composto da ben 72 membri, forse qualcuno in più dell’ultim’ora.

Quello visto al Palace Hotel di Zingonia, più che un congresso è stata la ratifica di una decisione già presa in seno al partito. Davanti a circa 200 persone è andato in scena un rito congressuale decisamente anomalo, pur se unitario. Tuttavia non sono mancati gli spunti interessanti.

Il congresso provinciale di Forza Italia

Il congresso provinciale di Forza Italia (foto courtesy Paolo Ferrari)

A partire dal discorso di Gregorio Fontana che ha mandato un messaggio “benaugurante” ai due parlamentari bergamaschi di Forza Italia fuoriusciti dal partito, Marco Pagnoncelli ed Enrico Piccinelli: “Rispetto la loro scelta, ma la storia insegna che chi esce dal nostro partito finisce isolato”.

E via alla reprimenda contro i cambi di casacca in corso d’opera nel parlamento: “Un’illusione rafforzata da piccole prebende” ha detto Fontana in riferimento alla vicenda dei nuovi incarichi nelle commissioni espressi dal governo Renzi.

Gregorio Fontana

Gregorio Fontana

Altrettanto deciso l’intervento di Alessandro Sorte che dopo aver rispolverato la storia di Forza Italia degli ultimi due anni, si è scagliato contro quegli esponenti che vivono della “politica del rancore”.

Sorte ha rivendicato i meriti della Regione: “Siamo stati costretti a prenderci la responsabilità di salvare la Provincia di Bergamo. Se non ci fosse stata Regione Lombardia che ci metteva una pezza con i 31 milioni sulla variante di Zogno, saremmo lo zimbello d’Italia, peggio della Salerno Reggio-Calabria”. Poi sulla futura fermata del treno all’ospedale di Bergamo ha aggiunto: “Diciamola tutta, il sindaco Gori era un po’ freddo sul progetto, poi invece si è preso meriti che non ha”.

Alessandro Sorte

Alessandro Sorte

Sorte ha sottolineato la centralità di Forza Italia nell’attuale quadro politico bergamasco (“Non siamo la ruota di scorta della Lega”) e decisionale in Regione. L’assessore ha chiesto un rilancio della politica attiva nei settori del lavoro e dell’economia. In particolare con interventi a favore dell’edilizia e incentivi alla compravendita di case.

Suona la carica, politica s’intende, Mariastella Gelmini. Dopo un’analisi della situazione italiana (“Se perde il referendum Renzi chiuderà in anticipo la legislatura”, “La Lega non può andare oltre il consenso attuale”), la coordinatrice regionale ha chiesto, provocatoriamente: “Dove sono gli imprenditori? Serve il supporto delle aziende per ricostruire il centrodestra, serve una discesa in campo di nuovi capitani d’azienda”.

Mariastella Gelmini

Mariastella Gelmini

Infine è toccato a Paolo Franco spiegare come intenderà gestire il partito in Bergamasca nei prossimi anni. Il nuovo coordinatore provinciale è stato chiaro: “Niente più nomi calati dall’alto, ma consenso e meritocrazia” ha detto. “Non c’è più posto per i raccomandati (il termine usato è stato decisamente più colorito -ndr) e non asseconderemo le lobby”.

Il congresso provinciale di Forza Italia

Il congresso provinciale di Forza Italia (foto courtesy Paolo Ferrari)

Tre gli obiettivi di Franco. Il primo è la riorganizzazione del partito secondo una rete di responsabilità e comunicazione (“Il partito deve essere centrale in tutte le decisioni, nomine nelle partecipate comprese. I nominati devono dialogare con il partito ed essere al servizio del partito stesso”). In secondo luogo, ampliare il radicamento sul territorio (“Basta gente che chiede il simbolo di Forza Italia e poi sparisce”). Infine l’attribuzione dei ruoli: “Dobbiamo saper delegare e insieme controllare. Il partito sarà organizzato per dipartimenti e collegi”. Applausi.

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