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Parola all'avvocato

Scontrini fiscali irregolari: ecco quali sono le sanzioni

Di Redazione22 Dicembre 2015 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'avvocato Vincenzo Fusco spiega i casi nei quali Guardia di finanza o Agenzia delle entrate possono effettuare contestazioni

Scontrini fiscali irregolari: ecco quali sono le sanzioni
Scontrino fiscale

Gentile avvocato, svolgendo un’attività di commercio al minuto, sarei interessato a sapere quali sono le sanzioni fiscali riferite all’emissione di scontrini fiscali e quando le violazioni possono essere contestate.

Caro Lettore,
in linea generale, la legge prevede che, in caso di omesso/infedele rilascio dello scontrino fiscale, sia irrogata una sanzione amministrativa pari al 100 per cento dell’imposta, con un minimo di 516 euro, anche se l’importo della vendita è di scarsissima entità.

La legge prevede, inoltre, una sanzione accessoria consistente nella sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività, quando siano state accertate, nell’arco di un quinquennio, 4 distinte violazioni dell’obbligo di emettere lo scontrino fiscale. La sospensione dell’attività può essere imposta per un periodo da tre giorni ad un mese.

In merito all’irrogazione di dette sanzioni sono sorte varie problematiche, specie relative alla prova del mancato/infedele rilascio dello scontrino, che non sempre appare incontrovertibile; inoltre, va posta attenzione al termine entro cui è possibile notificare l’atto di contestazione della sanzione.

Innanzitutto va precisato che la legge prevede l’irrogazione della sanzione per la mancata emissione dello scontrino e non anche per il suo rilascio al cliente; peraltro, in base alle disposizioni riformate, non vi è alcuna sanzione a carico del cliente che non sia in grado di esibire lo scontrino nelle immediate vicinanze dell’esercizio commerciale.

Vincenzo Fusco

Vincenzo Fusco

Nella pratica, tuttavia, non sempre i verificatori (funzionari dell’Agenzia delle entrate o militari della Guardia di finanza) riescono agevolmente a stabilire se sia stata commessa violazione per mancata emissione dello scontrino, per cui cercano di constatare la violazione appurando il possesso dello scontrino da parte dei clienti nei pressi dell’esercizio commerciale.

La giurisprudenza tributaria contempla una ricca casistica di tali fenomeni, da cui emerge che la mancata emissione dello scontrino può essere sanzionata solo in presenza di elementi persuasivi, e non tramite affermazioni senza riscontro nei fatti.

A tal riguardo, ad esempio, secondo il giudice tributario, non è irrogabile la sanzione sulla sola base delle dichiarazioni di un cliente, secondo cui afferma di essere sprovvisto dello scontrino, occorrendo, al contrario, prove oggettive della sua mancata emissione. E tali prove non si realizzano – come sostiene una parte della giurisprudenza – quando l’Agenzia delle entrate presume l’omesso rilascio dello scontrino sulla base della mancata coincidenza tra importo degli scontrini e pagamenti dei clienti mediante Pos.

Lo scontrino fiscale, infatti, è un documento anonimo, non riconducibile con certezza ad un preciso cliente, per cui la prova della sua mancata emissione deve fondarsi quantomeno sulla concordanza tra le dichiarazioni del contribuente e risultanze contabili dell’esercente. Inoltre, sempre secondo la giurisprudenza, non è sanzionabile il commerciante che esibisce la prova di tutti gli scontrini fiscali emessi nell’arco di tempo in cui veniva constatata la violazione, evidenziando l’emissione del medesimo importo contestato.

Quanto ai termini per la notifica della sanzione, la legge prevede una scadenza molto più breve rispetto agli ordinari termini per la contestazioni di violazioni fiscali, visto che il provvedimento sanzionatorio va comunicato entro 90 giorni dalla violazione.
La definizione del provvedimento, entro 60 giorni dalla notifica, consente di chiudere la pratica con il pagamento di un terzo della sanzione; in alternativa, è possibile proporre ricorso dinanzi al giudice tributario.

Vincenzo Fusco

L’avvocato Vincenzo Fusco si occupa prevalentemente di diritto tributario. È membro del Comitato scientifico dell’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga) di Bergamo.

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