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Parola all'avvocato

Truffe online, tempi duri per i furbetti

Di Redazione14 Dicembre 2015 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'avvocato di Bergamo Carlo Foglieni spiega come difendersi dai truffatori per via telematica

Truffe online, tempi duri per i furbetti
La polizia postale

Qualche giorno fa il Tribunale di Lecco ha disposto l’arresto di una donna per l’ipotesi di reato di truffa in quanto avrebbe stretto accordi di vendita sul web senza poi recapitare a casa degli acquirenti il prodotto oggetto dell’affare. Questa notizia offre l’occasione per trattare il diffuso fenomeno della “truffa on line” che consiste nel proporre attraverso “annunci civetta” la vendita di determinati beni a prezzi “appetibili”.

Gli acquirenti, per “fermare” il bene, versano una caparra accreditandola su carte prepagate intestate al venditore: sennonché, il sedicente venditore sparisce nel nulla, il bene non viene consegnato e la caparra non viene restituita. Tale fenomeno si è particolarmente diffuso per varie ragioni tra cui il fatto che sinora ha trovato applicazione la pena prevista per la cosiddetta “truffa semplice”, ossia la pena della reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa da 51 € a 1.032,00 €, e pertanto l’autore del reato rimaneva di fatto impunito potendo usufruire dei diversi benefici previsti dalla legge.

L'avvocato Carlo Foglieni

L’avvocato Carlo Foglieni

Dinanzi al crescente verificarsi di truffe online, le Procure hanno dunque iniziato a contestare agli autori del reato l’aggravante della “minorata difesa”, ossia hanno iniziato ad imputare agli autori del reato l’aggravante consistente nell’avere commesso il fatto attraverso contatti telematici e a distanza così da non permettere alla vittima di controllare l’identità e la serietà dell’interlocutore né di accertarsi dell’esistenza del bene offerto.

La contestazione di tale aggravante comporta l’applicazione della pena della reclusione da 1 a 5 anni e la multa da 309,00 a 1.549,00 € e quindi l’apertura delle porte del carcere anche ai truffatori informatici.

Tempi duri quindi per i truffatori 2.0? Non sempre. Infatti si controbatte che chi decide di effettuare acquisti on line è consapevole sin dall’inizio di non poter visionare il bene in vendita e di non poterne verificare la disponibilità in capo al venditore e, di conseguenza, che l’utilizzo di contatti telematici ed a distanza non può considerarsi una circostanza sintomatica di quella obiettiva situazione di vulnerabilità in cui deve versare il soggetto passivo, e della quale l’agente deve essersi necessariamente approfittato, indispensabile per la sussistenza della citata aggravante.

Per intanto com’è possibile “rimediare” se si è incappati in una truffa informatica? Contattare la Polizia Postale (http://www.commissariatodips.it oppure www.commissariatodips.it) per segnalare il sito web e l’annuncio truffaldino in modo da attivare indagini e formalizzare una denuncia.

Carlo Foglieni

L’avvocato Carlo Foglieni si occupa prevalentemente di diritto penale e dell’ambiente. È membro del Comitato scientifico dell’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga) di Bergamo.

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