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Bergamo

Italcementi: gli esuberi scendono a 538

Di Redazione4 Dicembre 2015 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Accordo raggiunto ieri al ministero del Lavoro. Previsti 20 mesi di cassa integrazione straordinaria

Italcementi: gli esuberi scendono a 538
Protesta dei lavoratori Italcementi

BERGAMO — Gli esuberi in Italcementi scendono da 1080 a 538. Ne dà notizia la sottosegretaria al lavoro, Teresa Bellanova.

La cifra è contenuta in un comunicato emesso dal ministero al termine del vertice che ha portato alla firma di un accordo tra governo, azienda e sindacati per la riorganizzazione del gruppo, che a breve passerà sotto il controllo dei tedeschi di HeidelbergCement.

“Voglio esprimere – commenta la sottosegretaria al lavoro – la mia personale soddisfazione per la firma, questo pomeriggio, dell’accordo su Italcementi, al termine di un percorso non semplice, lungo il quale tuttavia il governo si è speso – negli incontri formali come in quelli informali – per raggiungere l’obiettivo della tutela dei posti di lavoro e del reddito dei lavoratori. Con perseveranza e tenacia abbiamo cercato il miglior esito possibile per questa vertenza, mettendo a disposizione delle parti tutti gli strumenti e tutto il supporto tecnico-normativo che potessero consentire l’intesa. Un lavoro che ha fatto sì che la cifra, paventata dall’azienda, di 1.080 esuberi sia di fatto dimezzata, scendendo fino a 538, e che questi lavoratori usufruiscano degli ammortizzatori sociali (Cigs) per un periodo fino a 20 mesi. Mesi che – prosegue la sottosegretaria – azienda e sindacati dovranno utilizzare per capire come rilanciare le attività, come migliorare i prodotti e i processi produttivi per ritornare a pieni ranghi e competitivi sul mercato”.

L’azienda ha presentato ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico e ai rappresentanti dei lavoratori un piano che prosegue quello avviato nel 2013 e che prevede una struttura produttiva più adeguata alla nuova realtà del mercato del cemento, passato dai 46 milioni di tonnellate del 2006 ai circa 19 milioni di tonnellate con cui si prevede chiuderà l’anno in corso.

Il nuovo assetto prevede il mantenimento delle sei cementerie principali a ciclo completo (Calusco, Rezzato, Colleferro, Matera, Isola delle femmine e Samatzai), che alimenteranno a loro volta una rete di centri di macinazione operativi sul territorio nazionale. “La necessaria revisione degli organici attualmente in forza sarà accompagnata da misure di sostegno al reddito per le 430 persone coinvolte dal processo di riorganizzazione, oltre che per i lavoratori di
due impianti (Monselice e Scafa) che andranno in chiusura con il nuovo piano. La cassa integrazione coinvolgerà sia lavoratori degli impianti produttivi che quelli della sede centrale di Bergamo, anch’essa interessata dalla riorganizzazione”.

Gli ammortizzatori sociali (Cigs) avranno durata per un periodo fino a 20 mesi. Un ulteriore accordo è stato sottoscritto per cessata attività dei siti di Scafa e Monselice per 108 lavoratori.

Il ricorso alla Cigs per riorganizzazione, con rotazione sui profili professionali fungibili, riguarda 250 Lavoratori della sede, 25 della sede commerciale di Milano, 10 per lo stabilimento di Calusco d’Adda, 5 per lo stabilimento di Rezzato, 10 per lo stabilimento di Colleferro, 5 per lo stabilimento di Matera, 26 Sarche , 37 per lo stabilimento di Salerno, 42 per quello di Castrovillari, 10 per quello di Satmazai e 10 per quello di Isola delle femmine.

A Marzo del 2016 le parti si confronteranno per valutare il processo di razionalizzazione delle funzioni del gruppo a partire dalla sede di Bergamo.

Nei prossimi giorni si svolgeranno le assemblee nei luoghi di lavoro per confrontarsi con i Lavoratori.

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