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Cultura

Bergamo, convegno sulla Grande guerra con Marco Cimmino

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Bergamo, convegno sulla Grande guerra con Marco Cimmino
Fokker della Prima Guerra mondiale

“Di uomini e ideali, tra macchine fango e sangue”. E’ questo il titolo dell’incontro organizzato dalla Compagnia delle opere di Bergamo in occasione del centenario della Prima guerra mondiale che si terrà mercoledì 2 dicembre alle 20:45 nella sala Ex Borsa Merci di Bergamo.

Al centro del seminario, condotto dallo storico Marco Cimmino, industria, strategia e soldati nella prima guerra mondiale.

La prima guerra mondiale fu un avvenimento tragico ma anche un fenomeno variegato, complicato, talvolta contraddittorio: essa rappresentò un passaggio obbligato per la storia dell’umanità, che divise nettamente ciò che c’era prima da quello che venne dopo.

Nello studio della storia, la generalizzazione è un grave errore: ancor più grave sarebbe operare tale generalizzazione nei confronti del conflitto 1914-18, applicando ad esso definizioni stereotipate e riduttive, come “guerra di trincea” o “scontro di materiali”.

La prima guerra mondiale fu una guerra totale, e proprio questo ne determinò l’eccezionalità, rispetto ai conflitti precedenti: l’uomo non aveva mai assistito ad un evento del genere e ne rimase segnato in maniera indelebile, tanto nella vita pratica quanto nel sentimento delle cose.

“Lo scopo di questo intervento, dunque, non è quello di descrivere nei dettagli l’incredibile complessità della Grande Guerra, quanto, semmai, quello di dare un impressione globale del conflitto: dei suoi aspetti economici, tecnologici, materiali, ma anche di quelli spirituali, etici, artistici. Perché quella guerra fu lo specchio, terribile e meraviglioso, di un’epoca e di un mondo: fu il crogiolo in cui arsero le illusioni della Belle Epoque e in cui vennero forgiate le inquietudini novecentesche. La combatterono uomini normali, costretti a compiere imprese eccezionali: scienziati e tecnocrati, avventurieri ed idealisti, poeti e contadini” spiegano gli organizzatori.

“In questo centenario, vorremmo, perciò lasciare un ricordo di questa umanità, forte e dolente insieme: delle loro scoperte e delle loro sofferenze. Di qui il titolo della serata: l’idea che nel fango delle Fiandre o sotto la neve delle Alpi maturassero l’uomo moderno e la civiltà contemporanea, in una convivenza inevitabile di nuovo e di antico, di tecnologia e di Omero. Se questo servirà a suscitare nel pubblico una riflessione sulla necessità di una memoria rigorosa e completa ed un pensiero a quei milioni di morti che furono i nostri padri, nonni, bisnonni, ne sarà valsa la pena”, concludono.

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