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Cultura

Presentato il documentario sulla Guerra bianca (foto)

Di Redazione3 Novembre 2015 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Presentato il documentario sulla Guerra bianca (foto)
Un cannone della Guerra Bianca

E’ stato presentato questa mattina al Pirellone, sede del consiglio regionale della Lombardia, il documentario “Guerra bianca. Storia e memoria nei luoghi della Grande guerra in Lombardia”, prodotto dall’azienda bergamasca Teamitalia Videoproduzioni con la regia di Roger A. Fratter.

Il film è stato realizzato con la consulenza storico scientifica del Museo della Guerra bianca di Temù. La pellicola, 68 minuti realizzati con il prezioso contributo di Regione Lombardia attraverso il Film Fund 2014 a sostegno delle produzioni lombarde e con il supporto della Comunità montana Valle Camonica, vuole essere un omaggio a quei soldati che, nel sommesso compimento di un dovere o nella convinzione di onorare la propria Patria fino a donarle la vita, sono stati i protagonisti di quelle tragiche vicende.

Un racconto senza bandiere, che si mette dalla parte degli uomini per fissare un frammento di storia – quello della Prima guerra mondiale in Lombardia – soffocato dalle cronache di altre fronti: il Carso, l’Isonzo, il Piave, con numeri infiniti di soldati, cannoni, prigionieri e morti. Ma come avvenne in mezza Europa, in Medio Oriente e in diversi luoghi dell’Africa, anche sulle montagne della Lombardia tra il 1914 e il 1918 passò la guerra: la Grande Guerra. E proprio per le elevate quote dei fronti, che si estendevano su posizioni di roccia e ghiaccio a oltre 3000 metri, qui il conflitto prese il nome di “Guerra bianca”.

Il documentario traccia una linea immaginaria dai nostri giorni al 1915, trasportando lo spettatore in quell’epoca e in quelle vicende, attraverso fotografie storiche, filmati d’archivio (ottenuti anche grazie alla collaborazione con il Museo nazionale del Cinema di Torino) e reperti originali che testimoniano le condizioni di vita dei soldati, in prevalenza alpini, ma anche giovani del Sud che non avevano mai visto la neve. Allo stesso modo trincee, camminamenti, fortificazioni che hanno resistito al tempo si stagliano oggi a monito e segnano, ora con imponenza, ora con discrezione, i panorami delle montagne, che vengono mostrate in tutta la loro bellezza attraverso riprese aeree di straordinario respiro.

Per le estreme condizioni ambientali, la troupe è stata impegnata due anni nelle le riprese, iniziate a maggio 2013 e fortemente influenzate dalle condizioni meteo e dalle temperature, e quindi dal livello di neve e ghiaccio presente sulle montagne. Il clima della scorsa estate, particolarmente mite anche in quota, oltre a dare notevole impulso ai lavori, ha permesso l’accesso ad un ricovero per soldati finora invaso dal ghiaccio, permettendo il ritrovamento di alcuni reperti originali.

Nel film viene presentato l’ambiente tipicamente alpino nel quale si svolsero le azioni; le opere realizzate per sostenere e rifornire le truppe; le principali operazioni belliche di cui le montagne lombarde furono teatro; le emozioni e i sentimenti dei soldati impegnati su quel fronte, attraverso estratti dei loro diari, delle cartoline e delle lettere inviate alle famiglie; i manufatti che oggi consentono di toccare con mano quegli eventi lontani, attraverso percorsi di grande valenza culturale ma anche escursionistica ed alpinistica.

Grazie anche all’utilizzo di droni e di riprese aeree, capaci di rendere il colpo d’occhio degli insediamenti in quota e degli straordinari panorami, le tracce della guerra sono infatti mostrate con una particolare attenzione agli itinerari turistici: da quelli facilmente percorribili della frontiera Nord, a quelli del fronte di combattimento che va dallo Stelvio al Garda, il più elevato del conflitto.

Obiettivo della produzione è stato infatti realizzare un’opera che sapesse raccontare la storia di queste montagne e, contemporaneamente, invitare ad una personale scoperta di sentieri, vette, forti e luoghi visitabili da tutti.

Fondamentale per la realizzazione del filmato è stata la consulenza del Museo della Guerra Bianca in Adamello di Temù, che dalla fine degli Anni Novanta è riferimento costante della Regione per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico della Grande Guerra.

“Con questo documentario – spiega il produttore Claudia Sartirani – Teamitalia vuole dare il proprio contributo nel diffondere la conoscenza di quello che di fatto fu un conflitto a sé stante all’interno del conflitto mondiale, con un progetto che affonda le radici nel vissuto più profondo della popolazione e ne mantiene viva la memoria, che interpella direttamente la coscienza degli uomini e dei giovani di oggi e che desidera permanere nel tempo come testimonianza di importanti vicende storiche”.

“Nel contesto di questo anniversario, la Guerra Bianca diventa una lezione interdisciplinare di storia e di alpinismo, ma soprattutto di pace, là dove regna sovrano solo il silenzio. Una lezione da comprendere e divulgare”, conclude Sartirani.

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