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Storia

Bergamo scomparsa: 100 puntate

La nostra seguitissima (e imitatissima) rubrica sulla Bergamo del Medioevo taglia il prestigioso traguardo con l'epoca delle confraternite

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Bergamo scomparsa: 100 puntate
La chiese della Santissima Trinità e di Santa Spirito nel 1910

Abbiamo esaminato nell’incontro precedente l’origine e la diffusione delle confraternite disciplinate in Italia. Il primo documento conosciuto che fa menzione della loro esistenza a Bergamo è un privilegio papale del 1317,ma possiamo ragionevolmente anticipare la pratica della flagellazione collettiva di molto tempo, forse addirittura di un secolo.

Il documento papale diretto ai “dilecti filii et fratres batutorum Pergamensium” presuppone una presenza confraternale già organizzata, il che spiega la grande fioritura di “scholae” disciplinate che si registrano in momenti successivi. Sicuramente l’enorme entusiasmo suscitato nel 1335 dal grande pellegrinaggio di flagellanti, che partivano dalla nostra città alla volta di Roma guidati dal già citato Beato Venturino da Bergamo, dava grandissimo incremento alla devozione ma non ne fu l’elemento fondante.

Nel 1336 il vescovo di Bergamo Cipriano Longo, a lungo richiesto, istituiva ufficialmente una compagnia che riuniva in federazione tutte le confraternite disciplinate della città e del territorio.

Le più antiche in città erano la “schola” dei Santi Barnaba e Lorenzino, esistente presso la chiesa di San Lorenzo in Città Alta poi demolita per la costruzione delle mura venete, la “schola” di Sant’Erasmo presso l’omonima chiesa in Borgo Canale allora compresa entro un’addizione delle mura medioevali, la “schola” di San Tomaso presso la chiesa esistente allora nello spazio antistante l’attuale palazzo sede dell’Accademia Carrara e infine la più importante dedicata a Santa Maria Maddalena, in Borgo San Leonardo, identificabile con l’edificio all’attuale numero 39/D di via Sant’Alessandro.

Altre confraternite disciplinate andarono via via costituendosi. Nella seconda metà del XVI secolo se ne potevano contare più di settanta sul territorio e quattordici in città. I confratelli venivano popolarmente indicati con il colore dell’abito. I “bianchi” erano i confratelli di Santa Maria Maddalena, i “rossi” quelli della Trinità, dal nome dell’omonima chiesa oggi scomparsa allora prospiciente l’attuale piazza Santo Spirito, i “verdi” quelli di San Rocco nell’omonima chiesa in via Broseta, i “neri” con sede nella chiesa di Sant’Antonio dell’Ospedale, attuale chiesa di San Marco presso le Poste, i “bernardinelli” quelli di San Bernardino in via Pignolo. Erano inoltre attive le confraternite dei Battuti di Sant’Andrea nell’omonima chiesa in via Porta Dipinta, di San Sebastiano sui colli di Bergamo, San Defendente e di San Lazzaro e di San Bernardino nel Borgo San Leonardo.

Per quanto riguarda il territorio molti centri abitati conservano ancor oggi suggestivi edifici che furono sedi di oratori disciplinati. Nella sola Valseriana Alzano, Sovere, Rovetta, Cerete, Castione, Gromo, Ardesio e soprattutto l’interessantissimo oratorio di Clusone, che sarà oggetto della nostra attenzione in una puntata futura.

Altri ancora nelle valli e in pianura testimoniano la capillare diffusione del movimento e delle confraternite dei Disciplini. Una devozione che ebbe lunga durata e rimase attiva, anche se con modalità diverse, fino all’epoca della soppressione napoleonica.

Andreina Franco Loiri Locatelli

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