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Dalmine, arriva il registro dei testamenti biologici

Di Redazione30 settembre 2015 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Dalmine, arriva il registro dei testamenti biologici
Il Comune di Dalmine

DALMINE — Il Comune di Dalmine istituirà un registro dei testamenti biologici dei cittadini. Lo ha deciso martedì sera il consiglio comunale.

A presentare la mozione sono stati i gruppi “Nostra Dalmine”, lista civica composta da soli giovani, e “Patto Civico”.

“Il documento di indirizzo sorge dall’esigenza di riconoscere il diritto all’autodeterminazione sanitaria dei cittadini, in assenza di precise normative nazionali – dichiara Fabio Tiraboschi, consigliere comunale di Nostra Dalmine, presentando la mozione -. L’importanza del tema è dimostrata dall’articolato dibattito che è stato esercitato in questi anni in ambito scientifico, giuridico, medico, religioso e politico. Tuttavia, nonostante un interesse e una spinta bipartisan per la questione, sia a destra che a sinistra, tutti i testi presentati in sede parlamentare sono fermi in commissione, fermati dall’ostruzione di alcuni esponenti politici”.

Il registro dei testamenti biologici è un documento legale che permette di indicare in anticipo i trattamenti medici che ciascuno intende ricevere o rifiutare in caso di incapacità mentale, di incoscienza o di altre cause che impediscano di comunicare direttamente ed in modo consapevole con il proprio medico.

La persona che lo redige nomina un fiduciario per le cure sanitarie che, nel caso la persona diventi incapace, è chiamato ad intervenire sulle decisioni e a dare fedele esecuzione alla volontà della stessa per ciò che concerne le decisioni riguardanti i trattamenti sanitari da svolgere. Si tratta di un provvedimento introdotto per legge nella maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea e negli Stati Uniti. In Italia, tuttavia, nonostante l’attenzione mediatica a partire dal caso di Eluana Englaro e l’attivismo di alcune organizzazioni come l’Associazione Luca Coscioni, non è mai stata approvata alcuna normativa in materia.

“In questo vuoto normativo – continua Tiraboschi – diversi enti locali (Milano, Torino, Firenze…) hanno deciso di raccogliere i testamenti biologici dei cittadini, depositati direttamente presso la sede comunale o presso notai. Il testamento biologico può essere portato in giudizio per rafforzare la linea di seguire le volontà della persona e può essere mostrato al medico curante per dimostrare a quali trattamenti sanitari il paziente avrebbe voluto essere sottoposto. Dobbiamo dire grazie all’Associazione Ricircolo 54 per aver organizzato di recente una serie di iniziative sul tema e aver stimolato l’attenzione degli amministratori locali della bergamasca. Con questa mozione, facciamo tutti un grande passo avanti per i diritti dei cittadini”.

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