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Guerra e diritti: convegno Croce Rossa a Caravaggio

Di Redazione16 Settembre 2015 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Guerra e diritti: convegno Croce Rossa a Caravaggio
Il convegno della Croce Rossa a Caravaggio

CARAVAGGIO — Guerra, diritti e Croce Rossa. Sono stati i temi affrontati a Misano di Gera d’Adda durante la XVIII giornata di studio sul diritto internazionale umanitario (DIU), promossa dal comitato locale di Caravaggio della Croce Rossa italiana.

Il titolo di quest’anno è stato “La Croce Rossa del terzo millennio nella protezione delle vittime di guerra e del patrimonio culturale”. Tanti gli ospiti intervenuti, con relazioni che sono ruotate intorno ai temi del rispetto, in scenari di guerra dei diritti civili, della popolazione colpita, e degli operatori sanitari che vanno in soccorso dei feriti su ogni fronte.

“Riscopro il potere dei nostri principi sui moli italiani quando i nostri volontari assistono donne, uomini e bambini di ogni etnia e religione fuggiti da guerra e violenza – dice Gianfranco Donati, presidente della Croce Rossa di Caravaggio – e vedo in Siria giovanissimi soccorritori mettere a rischio la loro vita pur di salvare quella degli altri. Oggi ancora più di ieri sono orgoglioso di far parte di questo meraviglioso Movimento, baluardo dei diritti umani e custode di quell’umanità che da sempre contraddistingue il nostro operato”.

Nata nel 1864 per portare soccorso ai feriti sui campi di battaglia, senza distinzione di divisa o bandiera, eletta a corpo morale nel 1886, la Croce Rossa italiana ha le dimensioni di un grande movimento internazionale. Il comitato di Caravaggio, fondato nel 1922 da Luigi Bosisio, direttore delle scuole elementari della città, ha iniziato la propria attività umanitaria nel primo dopoguerra, in favore dei bisognosi e degli indigenti delle aree rurali.

Grande è stata la sua opera nel corso del secondo conflitto mondiale, in soccorso degli sfollati e delle vittime civili della guerra. Un grande impegno che continua grazie agli oltre cento volontari che fanno parte di questo sodalizio cittadino.

E’ toccato a Laura Bigatti, delegata area per la diffusione del Diu, introdurre la giornata ricordando la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e l’influenza che questa ha avuto nelle leggi costituzionali delle nazioni democratiche.

Maria Grazia Baccolo, istruttore Diu di Castiglione delle Stiviere, ha trattato dei sette Principi Fondamentali del Movimento di Croce Rossa, di cui quest’anno ricorre il 50° anniversario: umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontariato, unità, universalità.

Il convegno della Croce Rossa a Caravaggio

Il convegno della Croce Rossa a Caravaggio

Lauso Zagato, direttore del dipartimento di Filosofia della Cà Foscari di Venezia, si è soffermato sulle norme il cui rispetto è considerato fondamentale dalla comunità internazionale, come il divieto di tortura e genocidio nelle zone di guerra ma anche della distruzione del patrimonio culturale immateriale e dei monumenti storici.

L’intervento di Michele Romeo-Jasinski e Carlo Movio, consiglieri delle Forze Armate, si è focalizzato sull’impiego delle nuove armi ad alta tecnologia, robot killer e droni. Ormai diffusamente impiegate su molti fronti e nella guerra al terrorismo, queste armi difficilmente riescono a distinguere obiettivi militari dalla popolazione inerme e ormai da alcuni anni sono in corso a Ginevra incontri ad alto livello tra le grandi potenze per definirne le regole d’impiego e limitarne i compiti.

Il giornalista di Radio Popolare Raffaele Masto, esperto di questioni internazionali, ha affrontato il tema del terrorismo in Africa e messo in evidenza i possibili scenari futuri, seguito da Massimo Barra, della Commissione permanente della Croce Rossa di Ginevra, che ha illustrato le sfide attuali e future della Croce Rossa, con particolare riguardo alle tematiche della migrazione che vede le Croce Rosse nazionali di tutta Europa impegnate in un grandissimo lavoro di accoglienza e supporto alle vittime delle guerre che stanno raggiungendo il nostro continente.

Un lavoro silenzioso e capillare che viene quotidianamente svolto dai volontari senza clamori e proclami, per mantenere quella neutralità che ha fatto della Croce Rossa un emblema di salvezza in ogni parte del mondo.

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