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Forza Italia Bergamo, Sorte: la verità sulle mie dimissioni

Di Redazione6 Agosto 2015 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'assessore regionale: impensabile continuare col doppio incarico, avanti nuove leve. E sulla vicenda Gallone-Sacbo...

Forza Italia Bergamo, Sorte: la verità sulle mie dimissioni
Alessandro Sorte

BERGAMO — “Sarebbe stato impensabile, per gli impegni che ho da assessore regionale, mettermi a organizzare anche i 100 congressi comunali che partiranno da settembre. Per questo ho deciso di lasciare il ruolo di coordinatore provinciale al comitato di garanzia di Forza Italia Bergamo”. Dunque ci sono i troppo impegni alla base della decisione di Alessandro Sorte di lasciare la segreteria bergamasca di Forza Italia.

“Era impossibile continuare a portare avanti un doppio incarico di questo tipo – spiega Sorte in questa intervista a Bergamosera -. Considero già un’esagerazione aver tenuto questo interim per 7 mesi. Non era proprio nelle mie intenzioni. L’ho dichiarato fin da subito. Certamente sulla mia decisione non hanno inciso in alcun modo le dimissioni della vicecoordinatrice Alessandra Gallone, la settimana scorsa”.

E’ vero che la Gelmini ha fatto pressing perché lei restasse?
Era da mesi che Mariastella, gli iscritti e i militanti di Bergamo mi bloccavano, dicendo che non era il caso che io mi dimettessi perché serviva la mia presenza nel partito. Però, sfruttando la lettera che è arrivata qualche giorno fa, che invitava i coordinatori a nominare un comitato di garanzia per i congressi, ho ritenuto opportuno prendere la palla al balzo. E’ giusto che siano i nuovi coordinatori a fare questo passaggio congressuale e nominare anche la commissione di garanzia.

In politica la scelta di tempo conta. Perché proprio adesso?
Perché secondo le direttive, in 45 giorni, dall’1 settembre al 15 ottobre, dobbiamo dare vita a 100 congressi comunali sul territorio. Per quello che ho da fare in Regione e non solo, è assolutamente impensabile che riesca a seguire 100 assemblee.

Mentre per il fantomatico congresso provinciale, quando se ne parla?
Auspico che ci sia presto un congresso provinciale fatto di volti nuovi. Ma anche di persone capaci anche senza essere volti nuovi. Questo partito ha bisogno di un rinnovamento nella classe dirigente. Non deve essere solo dei soliti noti. Le mie dimissioni vanno interpretate in questo senso: nessuno è insostituibile, a partire dal coordinatore. Quindi spazio alle nuove leve e alle persone che hanno voglia di impegnarsi e che oggi non hanno i carichi di lavoro istituzionali che abbiamo noi.

Che partito lascia?
Ho ereditato un partito con una componente formigoniana fortissima che poi ha creato l’Ncd. Di fronte avevo una Lega altrettanto forte, la più forte in assoluto nel Nord Italia. La parte laica del partito era praticamente inesistente. Abbiamo cominciato a costruire ed elaborare un progetto e devo dire che, in questi 18 mesi, le elezioni comunali non sono poi andate così male. Tanto è vero che nelle elezioni di secondo livello in Provincia abbiamo incassato il 20 per cento, portando a votare 415 consiglieri comunali.

Quali meriti rivendica?
Quelli di aver trasformato un partito di plastica in uno in carne e ossa, forte laddove aveva il suo tallone d’Achille: i consiglieri comunali. Aggiungo che negli sei ultimi mesi abbiamo fatto dieci tappe sul territorio, incontrando 1500 persone. E per ultimo, abbiamo fatto una bellissima festa a Ghisalba, con record di presenze e l’apertura da parte del nostro leader Giovanni Toti. La festa è stata un lascito importante di lavoro, un punto di partenza.

Quanto resisteranno Piccinelli e Fontana alla guida del partito, sempre che siano loro a guidarlo?
Dipende da loro. Terranno questa sorta di ruolo per due-tre-sei mesi. Poi decideranno.

Chi potrebbe essere il suo successore naturale?
Lo devono decidere gli iscritti, non io. Abbiamo tutti l’interesse a una Forza Italia più rappresentativa di quanto sia effettivamente oggi il nostro partito. Quindi è una scelta che lascio fare al territorio.

Però, mi risulta che ci siano alcuni suoi fedelissimi che ambiscono alla successione…
Credo che tutte le ambizioni siano legittime. Se le ambizioni sono affiancate alla voglia di lavorare e costruire un progetto, ben vengano.

Dunque auspica un definitivo ricambio generazionale?
Io non sono contro qualcuno a priori. Io sono per i volti nuovi, ma anche per le idee chiare. Giovani e meno giovani possono essere il futuro di questo partito se dosati nel modo giusto e se questo partito dimostrerà di avere democrazia e meritocrazia al suo interno.

A proposito di meritocrazia. Le polemiche sulla nomina Sacbo e le dimissioni del vicecoordinatore Alessandra Gallone. Cosa è accaduto davvero?
E’ stata Gallone stessa a dire in un’intervista che aveva una “legittima ambizione” a quel ruolo in aeroporto un tempo ricoperto da Piccinelli. Credo che sia comprensibile. E che alla fine abbia manifestato contrarietà rispetto a una scelta che non è ricaduta su di lei.

Ma le aspirazioni della Gallone erano condivise dalla segreteria del partito?
E’ indifferente, perché la nomina comunque la faceva il presidente della Provincia, in autonomia.

Non mi ha risposto…
Beh, che sia passata o non sia passata dal partito, non ci voleva un genio per capire che non sarebbe stato determinante.

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