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Bergamo

Aeroporto, no alle nuove rotte. Gori attacca i Comuni

Di Redazione31 Luglio 2015 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Il sindaco di Bergamo: bocciare al sperimentazione è stata una scelta cinica e politica. Di tutt'altro avviso i paesi dell'hinterland

Aeroporto, no alle nuove rotte. Gori attacca i Comuni
Aereo in decollo dall'aeroporto di Orio al Serio

BERGAMO — Secondo il sindaco Gori è una stata mossa cinica. Di tutt’altro avviso invece gli altri Comuni dell’hinterland che oggi hanno votato contro la sperimentazione di nuove rotte antirumore che – era il timore neanche troppo velato – avrebbero finito per penalizzare i loro territori.

Dunque, punto a capo. La vicenda delle rotte aeroportuali si fa sempre più complicata. Vede da una parte il Comune di Bergamo. Dall’altra Azzano S.Paolo, Seriate, Orio al Serio, Grassobbio, Bagnatica, Brusaporto, Costa di Mezzate, Bolgare.

I paesi hanno detto “no” alla sperimentazione delle nuove rotte anti-rumore che secondo Gori “avrebbero dovuto condurre ad una netta riduzione del numero di abitanti esposti a oltre 60 decibel LVA nelle zone più prossime all’aeroporto: da 6.600 a 4.800 individui complessivamente, – 27 per cento, secondo le stime di Arpa Lombardia, con una riduzione di 2.200 unità a Bergamo e un aumento di 440 ad Azzano S.Paolo; invariati i dati di tutti gli altri comuni interessati”.

Ma gli altri Comuni, evidentemente, non erano dello stesso avviso. Tutte le amministrazioni si sono schierate contro la sperimentazione, che per ora non potrà essere avviata. A favore hanno votato, oltre a Bergamo, Regione Lombardia, Sacbo, Enav ed Enac. Decisive le astensioni della Provincia e di Arpa (non provvista di delega), nonché le assenze di Ispra e Comitato Utenti.

La proposta, che nel frattempo aveva ottenuto l’approvazione tecnica dell’Enac, prevedeva una ripartizione dei decolli verso ovest tra due rotte: la vecchia rotta 220 – in asse con la pista – e la nuova rotta, denominata Prnav, con una virata più stretta rispetto all’attuale, così da evitare il diretto sorvolo del quartiere di Colognola. “Nulla sarebbe cambiato per tutti i comuni a est dello scalo, Orio al Serio compreso, che tuttavia hanno deciso di bocciare l’iniziativa”, precisa il sindaco di Bergamo.

“Si tratta di una scelta totalmente politica – ha aggiunto Gori – in linea con l’operato della passata amministrazione, che come noto aveva deciso di concentrare il massimo dei disagi sugli abitanti di Colognola, tanto da far classificare il quartiere come area di rispetto aeroportuale. Contestiamo questa impostazione e siamo invece favorevoli ad una più equilibrata distribuzione del carico acustico, anche tra i quartieri della città, pur di ridurre sensibilmente il numero dei cittadini esposti oltre la soglia critica (anche secondo la legge) dei 60 decibel”.

“Si tratta di una scelta cinica, che per calcolo politico penalizza migliaia di cittadini. Per questa ragione non rinunceremo a riproporre la sperimentazione di percorsi di volo migliorativi della situazione attuale, pronti al confronto e ai necessari approfondimenti tecnici con tutte le parti coinvolte”, conclude il sindaco di Bergamo.

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