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Politica

Azzollini salvato dal Senato: imbarazzi e tensioni nel Pd

Di Redazione30 Luglio 2015 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Azzollini salvato dal Senato: imbarazzi e tensioni nel Pd
Il senatore Azzollini

ROMA — In commissione hanno votato a favore. In aula invece, probabilmente per una precisa indicazione dall’alto, hanno cambiato idea e votato contro l’arresto del senatore Ncd Antonio Azzollini. E’ un pasticcio politico quello combinato dal Pd di Matteo Renzi.

Secondo gli analisti, il clamoroso voto di ieri al Senato, che salva Azzolini dagli arresti domiciliari per la vicenda del crac della casa di cura Divina Provvidenza, è dovuto alla necessità di salvare i rapporti con Ncd e quindi la tenuta della maggioranza (risicata) che sostiene il governo.

Fatto sta che alla fine l’aula decreta, a voto segreto: 189 no, 96 si e 17 astenuti.

Respinta la richiesta dei magistrati di Trani, in contraddizione con quanto deciso dalla giunta per le Immunità l’8 luglio scorso,

Durissima la reazione delle opposizioni, Movimento 5 stelle e della Lega. A votare in massa contro l’arresto dell’ex presidente della commissione Bilancio, con voto segreto chiesto da Ncd, sono in gran parte senatori del Pd ai quali il capogruppo Luigi Zanda ieri ha lasciato libertà di coscienza.

La cosa irrita non poco anche la minoranza Dem. Gianni Cuperlo chiede un chiarimento interno e osserva: “Sul caso Azzollini ci siamo fatti male da soli”. Mentre Alfredo D’Attorre chiede cosa sia cambiato dal voto della giunta in cui il Pd votò a favore dell’ arresto ad oggi. Ma anche la vicepresidente del partito Debora Serracchiani è in evidente imbarazzo: “Non abbiamo fatto una bella figura. Dovremo scusarci”.

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