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Bergamo

Veronelli, degustazione di vini rari ad Astino

Di Redazione24 Luglio 2015 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Veronelli, degustazione di vini rari ad Astino
Veronelli, incontri conviviali ad Astino

BERGAMO — Rare bottiglie di vini bianchi custodite per oltre trent’anni nella cantina personale di Luigi Veronelli saranno protagoniste giovedì 30 luglio alle ore 20.45 del secondo appuntamento con “Le bottiglie di Gino”, ciclo di degustazioni a cura del Comitato Decennale Luigi Veronelli, del Seminario Veronelli e de Le Cantine di Astino.

Equilibrio, mistero, casualità, magia: numerosissimi i fattori imponderabili ma determinanti per il buon invecchiamento dei vini, a maggior ragione dei bianchi, bevuti di rado a distanza di molto tempo dall’annata di vendemmia.

Negli anni Settanta e Ottanta l’Italia stava lottando per affermarsi a livello internazionale quale produttrice di vini rossi di pregio, mentre – ad eccezione di alcune aree storicamente vocate – ancora da dimostrare era la capacità delle vigne italiane di dare vini bianchi di buona fattura, da bersi entro uno o due anni dall’imbottigliamento.

Già a quel tempo, tuttavia, c’erano aziende che con coraggio e lungimiranza raccoglievano coscientemente la sfida di realizzare bianchi non solo ottimi in gioventù, ma anche dotati di grande longevità, vini in grado di proporre oggi, dopo decenni di permanenza in bottiglia, un’insolita, affascinante complessità.

Francesco Spagnolli, Giuseppe Mazzocolin, Edoardo Valentini, Leonildo Pieropan e Giorgio Marolli Furga sono i creatori delle etichette selezionate dal Comitato Decennale dalla cantina personale di Luigi Veronelli e messe a disposizione de “Le bottiglie di Gino”, un’occasione preziosa per capire, oggi, se questi grandi vignaioli abbiano vinto l’audace scommessa fatta allora.

I vini in degustazione sono:
Spumante Spagnolli Brut 1988, Spagnolli (Aldeno, Trento).
I Sistri Chardonnay di Toscana 1987, Fattoria di Felsina (Castelnuovo B.ga, Siena).
Soave Classico Superiore Vigneto La Rocca 1985, Pieropan (Soave, Verona).
Vernaccia di San Gimignano 1978, Fattoria Monte Oliveto (San Gimignano, Siena).
Trebbiano d’Abruzzo 1974, Valentini (Loreto Aprutino, Pescara).

“Veronelli utilizzava la sua cantina come un vero e proprio laboratorio dedicato all’esplorazione di mondi, come quello dei vini bianchi invecchiati, spesso totalmente sconosciuti non solo agli appassionati e ai critici, ma agli stessi tecnici e produttori – spiega il direttore del Seminario Veronelli Andrea Bonini -. Diceva d’essersi più volte divertito a stupire i ristoratori chiedendo loro di servirgli il vino bianco più vecchio che avevano in carta. Tra le tante battaglie che egli condusse a favore del vino italiano dobbiamo ricordare anche questa: l’invito rivolto ai migliori bianchisti a misurare la loro bravura alla prova del tempo. In qualche raro caso il misterioso gioco di equilibri tra acidità, sapidità e alcool, come vedremo nel corso dell’incontro, ha portato all’esaltazione d’intriganti e insospettabili note evolutive, capaci di stupire anche il degustatore più esperto”.

L’appuntamento è per giovedì 30 luglio, alle 20.45, al complesso monumentale di Astino, Bergamo.

Il costo della serata è di 50 euro.

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