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Politica

Maroni, chiesto il rinvio a giudizio. Lui: accuse ridicole

Di Redazione21 Luglio 2015 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Il pm Fusco: turbata libertà e induzione indebita nella vicenda del lavoro a due collaboratrici

Maroni, chiesto il rinvio a giudizio. Lui: accuse ridicole
Roberto Maroni

MILANO — Il pubblico ministero di Milano Eugenio Fusco ha chiesto il rinvio a giudizio per Roberto Maroni per turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e induzione indebita per presunte pressioni per far ottenere un lavoro e un viaggio a Tokyo a 2 ex collaboratrici.

L’udienza preliminare si terrà il prossimo 30 settembre. I sei indagati per i quali il pm  ha chiesto il processo sono, oltre al governatore lombardo,  la società Expo 2015 spa, coinvolta in base alle legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, il direttore generale della stessa società, Christian Malangone, Andrea Gibelli, segretario generale del Pirellone e presidente di Ferrovie Nord Milano, Mara Carluccio, ex collaboratrice al Viminale di Maroni e il capo della segreteria del governatore, Giacomo Ciriello.

L’udienza preliminare si terrà davanti al gup di Milano Chiara Valori, che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio.

Maroni, dunque, rischia di finire a processo e, nel caso di condanna, anche solo di primo grado, di dover lasciare la carica di governatore in applicazione della sospensione prevista dalla legge Severino.

A stretto giro il commento di Maroni affidato a Facebook: “Il pm Fusco ha chiesto il mio rinvio a giudizio: me l’aspettavo e sono tranquillissimo. Si tratta di accuse ridicole (la promessa di un viaggio mai fatto, costo per la Regione: zero euro), destituite di ogni fondamento o rilevanza, formulate da un magistrato mosso da un evidente pregiudizio politico e incattivito dal clamoroso flop delle sue precedenti inchieste su Lega e Finmeccanica”.

“Ho sempre avuto massima fiducia nella giustizia e non cambio idea, anche dopo le gravi irregolarità registrate in questa indagine. Sono certo che un giudice terzo e indipendente non potrà che archiviare questa inchiesta per quello che è: una buffonata. Nella mia lunga attività politica, da Ministro prima e ora da Governatore, ho sempre lavorato nell’interesse dei cittadini con impegno e onestà. Rifarei tutto cio’ che ho fatto nel modo in cui l’ ho fatto, senza farmi impressionare o intimidire da iniziative ‘giudiziarie’ di chiaro sapore mediatico e politico”, conclude il presidente della Regione.

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