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Calusco: 10mila firme per dire “no” all’inceneritore Italcementi

Di Redazione6 Luglio 2015 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

I comitati chiedono alla Provincia di non concedere le autorizzazioni all'incremento di rifiuti da incenerire nell'impianto

Calusco: 10mila firme per dire “no” all’inceneritore Italcementi
L'impianto Italcementi di Calusco d'Adda

CALUSCO D’ADDA — Diecimila firme per dire no allo smaltimento di ulteriori rifiuti nell’inceneritore del cementificio Italcementi di Calusco d’Adda. Sono quelle che i comitati “La nostra aria”, “Aria pulita centro Adda” e “Rete rifiuti zero Lombardia” presenteranno domani alla Provincia di Bergamo.

Un primo documento con tanto di firme allegate è stato presentato nei giorni scorsi al presidente della Comunità dell’Isola Bergamasca.

I comitati chiedono di adottare soluzioni più efficienti ed ecologiche che possano sostituire il sistema inceneritori-discariche.

I comitati vorrebbero inoltre che la Provincia di Bergamo ottenesse da Italcementi un piano di drastica diminuzione delle emissioni totali già esistenti e che non consentisse l’utilizzo e smaltimento di rifiuti quali pneumatici usati, copertoni, fanghi industriali, plastiche non riciclabili.

Italcementi nei mesi scorsi aveva chiesto di poter aumentare il quantitativo di combustibili annui da 30mila a 110mila tonnellate e di sostituire i combustibili fossili con rifiuti di plastica, gomme e pneumatici, biomasse legnose e fanghi biologici essiccati, da bruciare nell’altoforno degli stabilimenti di Calusco per sfruttarlo a pieno regime, producendo vapore ed energia elettrica.

L’azienda ha garantito che il sistema non produrrà emissioni aggiuntive e che verranno utilizzati combustibili alternativi invece di quelli fossili tradizionali più inquinanti. “Si tratta – sostengono da Italcementi – per lo più di materiali selezionati alla fine del ciclo della raccolta differenziata e che non sono più riciclabili. Il loro utilizzo evita che finiscano in discarica per diventare fonte di energia e, grazie alle alte temperature dei forni da cemento a circa duemila gradi, la loro combustione avviene in modo sicuro e senza la produzione di ceneri”.

Ma molti cittadini la pensano in altro modo. Le firme raccolte verranno consegnate martedì 7 luglio alla Provincia di Bergamo, organo competente sulla questione, cui spetterà concedere o meno i permessi all’azienda.

I comitati hanno annunciato che l’incontro sarà preceduto alle 16 da un sit-in fuori dalla sede della Provincia, in via Tasso a Bergamo.

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