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Bergamo

Banca Popolare di Bergamo: utile netto a 43,9 milioni

Di Redazione12 Maggio 2015 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Banca Popolare di Bergamo: utile netto a 43,9 milioni
La sede di Banca Popolare di Bergamo, gruppo Ubi Banca

BERGAMO — Il consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Bergamo S.p.A. ha approvato la situazione patrimoniale ed economica alla fine del primo trimestre 2015 che evidenzia un utile netto di 43,9 milioni, in crescita del 2,09% rispetto al risultato del medesimo periodo del 2014 (pari a 43 milioni).

La gestione operativa, pari a 91,4 milioni, ha evidenziato una flessione di 9,3 milioni (-9,22%) determinata dalla contrazione del 4,49% dei proventi operativi (-9,5 milioni) alla quale si è contrapposta la lieve diminuzione degli oneri operativi (-0,2 milioni, -0,21%).

Si evidenzia in particolare la positiva dinamica del risultato dell’attività di negoziazione, copertura e cessione crediti (+1,9 milioni) e degli altri proventi e oneri di gestione (+0,4 milioni) mentre sono in calo il margine d’interesse (-7,67%, -8,6 milioni) e le commissioni nette (-3,51%, -3,2 milioni da attribuire in particolare alla netta contrazione delle commissioni di collocamento di titoli di Gruppo); la crescita delle spese del personale (+2,3 milioni, + 3,48% principalmente dovuta agli effetti derivanti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro – incrementi tabellari da luglio 2014 e ripresa maturazione Tfr da gennaio 2015) è stata bilanciata dai risparmi nelle altre spese amministrative (-2,3 milioni, -5,32%).

Il rapporto Cost/Income si posiziona al 54,86% contro il 52,51% del primo trimestre 2014. Nei primi tre mesi dell’anno sono state effettuate rettifiche su crediti per 25 milioni (33 milioni a marzo 2014, -24,25%), di cui 9,8 milioni su sofferenze e 12,7 milioni su incagli, posizionando il costo del credito allo 0,53% annualizzato, in decisa flessione rispetto allo 0,71% di fine primo trimestre 2014.

Circa gli aggregati patrimoniali, a fine marzo gli impieghi alla clientela si sono attestati a 18,9 miliardi con un incremento di un punto percentuale sul dicembre 2014, determinato principalmente dalla crescita del comparto dei mutui (+2,47%, +0,3 miliardi) e parzialmente compensato dalla flessione delle altre operazioni e dei conti correnti. Nel trimestre si rilevano nuove erogazioni di finanziamenti a medio/lungo termine per 778 milioni a favore sia dei privati che delle imprese.

Da fine 2014 il comparto dei crediti deteriorati netti, attestatosi a 1,5 miliardi (pari all’8,02% dei crediti netti verso la clientela, 7,93% a fine 2014), si è incrementato di circa 2,2 punti percentuali in seguito del contemporaneo aumento di sofferenze ed incagli.

Con riferimento agli indicatori di rischiosità, il rapporto sofferenze nette/impieghi netti è pari al 4,32% (stabile rispetto a fine 2014 allora pari al 4,33%), in crescita invece il rapporto incagli netti/impieghi netti al 2,85% dal 2,72% dello scorso dicembre.

La raccolta totale alla fine dei tre mesi si è attestata a 47,9 miliardi con una crescita di circa 3,3 punti percentuali dal dicembre 2014.

Più in particolare, la raccolta diretta da clientela, pari a 15,1 miliardi, raggiunge 20,4 miliardi (-2,39% da fine 2014) se si comprendono i prestiti obbligazionari (PO) emessi dalla Capogruppo e collocati dalla Banca (complessivamente 5,2 miliardi circa). La raccolta indiretta da clientela ordinaria (al netto dei PO UBI collocati dalla Banca) è pari a 27,5 miliardi, suddivisi fra “raccolta amministrata” per 11,6 miliardi (+3,85%) e “risparmio gestito” comprensivo di “polizze vita” per 16 miliardi (+11%).

Il patrimonio ed i coefficienti di vigilanza a fine primo trimestre 2015 sono stati calcolati applicando la normativa Basilea 3. A fine marzo il rapporto fra il capitale primario di Classe 1 ed il totale delle attività di rischio ponderate (Common Equity Tier 1) risulta essere il 18,06%. Medesima percentuale sia per il rapporto capitale di Classe 1 ed il totale delle attività di rischio ponderate (Tier 1) che per il rapporto Total Capital Ratio.

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