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Economia

Autotrasporti a Bergamo: come cambia il settore

Di Redazione29 aprile 2015 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Il punto sulle nuove normative in un seminario che si è tenuto ieri nella sala giunta di Confindustria

Autotrasporti a Bergamo: come cambia il settore
Seminario in Confindustria Bergamo

BERGAMO — “Meglio affidarsi ad aziende serie”. E’ questo, in estrema sintesi, il messaggio uscito dal convegno sul settore autotrasporti e logistica che si è tenuto ieri pomeriggio in Confindustria a Bergamo.

Sul palco come relatori due avvocati: Arturo Amore e Giacomo Salvagno, esperti legali di Anita (l’Associazione nazionale delle imprese di trasporto). Ad introdurre i lavori Franca della Chiaie (Confindustria Bergamo) e Silvano De Rui responsabile del gruppo Sit (Servizi innovativi e tecnologici) di Confindustria Bergamo.

“All’interno del gruppo Sit – ha spiegato De Rui che lavora da trent’anni come imprenditore nel settore trasporti e logistica (Gls), ma non solo – ci sono 235 aziende di sette aree diverse. In particolare, nel settore dei trasporti in Bergamasca abbiamo 29 aziende che impiegano un totale di circa 2900 addetti”.

Silvano De Rui sul megaschermo

Silvano De Rui sul megaschermo

Proprio per illustrare le nuove regole previste dalla legge di stabilità per un settore soggetto a normative complicatissime e talvolta aleatorie,  si è tenuto il seminario.  Davanti a una sala gremita e partecipe (molte le domande dai presenti, rappresentanti di aziende di trasporto ma anche e soprattutto di imprese che usufruiscono dei servizi), i legali hanno cercato di dirimere le principali questioni che riguardano i nuovi adempimenti.

La platea presente al seminario

La platea presente al seminario

Innanzitutto i finanziamenti. La legge di stabilità varata quest’anno prevede risorse per 250 milioni di euro l’anno per il triennio 2015-2017 a favore delle imprese. Quaranta i milioni a disposizione per gli investimenti e per le aziende che ristrutturano e si aggregano attraverso contratti di rete.  Nelle prossime settimane i ministeri competenti emaneranno i decreti attuativi.

Quanto ai rimborsi sulle accise del gasolio, restano  fino al 2018, tranne che per i veicoli Euro 0. Cancellate invece le tanto vituperate schede di trasporto.

“L’obiettivo è duplice – ha spiegato Amore – liberalizzare il corrispettivo del servizio di trasporto e dare una sorta di fairplay finanziario alle imprese che operano nel settore, riducendo al minimo la filiera, ma applicando nel contempo anche controlli rigorosi”.

Ma è sulla questione dei prezzi minimi che il dibattito si è animato. La nuova normativa prevede l’autonomia delle parti nella determinazione del corrispettivo economico. Tuttavia il prezzo – dice sempre la norma – deve tenere conto dell’adeguatezza in materia di sicurezza stradale e sociale.

“Toccherà dunque al committente, prima della stipula del contratto e fino a un anno dopo, verificare la regolarità contributiva, previdenziale e assicurativa del vettore, acquisendo un apposita attestazione rilasciata dagli entri previdenziali entro i tre mesi antecedenti” ha spiegato Amore.

Per chi non lo fa, le sanzioni sono pesanti. “Per i contratti in forma scritta, il committente che non esegue la verifica risponderà in solido con il vettore nel corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, i contributi previdenziali e i premi assicurativi, relativi alla prestazioni ricevute nel corso della durata del contratto”. “Per i contratti non scritti – continua il legale – il committente deve rispondere anche dell’inadempimento degli obblighi fiscali e delle violazioni al codice della strada eventualmente avvenute durante la prestazione del servizio di trasporto”.

Dunque, una chiamata in causa diretta per le aziende che utilizzano servizi di trasporto “bordeline”. Si tratta di un tentativo di “pulire” il mercato da operatori, soprattutto stranieri, che abbassano drasticamente il prezzo grazie allo sfruttamento di manodopera in nero, creando concorrenza sleale.

Il consiglio degli avvocati è diffidare di offerte con ribassi eccessivi e fuori mercato, perché di solito è lì che si annidano le irregolarità.

L’obiettivo della nuova regolamentazione è scoraggiare le aziende dall’utilizzare, per esempio, aziende cinesi che utilizzano personale a prezzi irrisori, sfruttando gli autisti oltre misura e mettendo a rischio sia la sicurezza sulle strade sia il materiale a loro affidato. “Nel nostro settore deve entrare la qualità. Deve essere questo ciò che fa la differenza” è stato ripetuto durante il dibattito.

“Per questo entro l’anno verrà messo online un portale internet nella quale i committenti potranno verificare la regolarità dei vettori” ha spiegato l’avvocato Salvagno. “Semaforo verde per chi è in regola, rosso per chi non lo è”. Ma sull’effettivo funzionamento del sistema devono ancora essere fatti degli aggiustamenti, anche procedurali.

Un momento del seminario

Un momento del seminario

Infine si è parlato del secondo obiettivo della nuova regolamentazione: ovvero rendere più corta la filiera. “Il trasporto deve essere effettuato in maniera il più possibile personale – ha spiegato ancora Amore -. Ovvero: il committente deve rivolgersi direttamente al vettore. Forme di subvezione verso sub-vettori possono essere effettuate solo con il consenso del committente”.

In questo caso sarà l’azienda di trasporto che dovrà garantire la regolarità retributiva, assicurativa e previdenziale di chi lavora per lei in subvezione, mediante il cosiddetto Durc. “Dunque meglio rivolgersi ad aziende serie, riconosciute per professionalità e competenza” è stata la conclusione tratta dalla platea.

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