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Cultura

Bergamo, la Provincia presta un dipinto agli Uffizi

Di Redazione28 Aprile 2015 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bergamo, la Provincia presta un dipinto agli Uffizi
Le donne di Marcinelle

La Provincia di Bergamo darà  in prestito temporaneo un pezzo del patrimonio suo artistico alla prestigiosa Galleria degli Uffizi di Firenze. Si tratta di “Le donne di Marcinelle”, dipinto di Gianfranco Ferroni.

L’artista sarà il protagonista di una mostra a lui dedicata nel polo museale fiorentino. L’esposizione intitolata “Gianfranco Ferroni agli Uffizi”, sarà aperta al pubblico dal 15 maggio al 5 luglio nella Sala delle Reali Poste.

Il dipinto si trova attualmente allo spazio Viterbi del Palazzo di via Tasso, depositato insieme ad altre opere non esposte, e verrà ritirato la prossima settimana da una ditta incaricata per il viaggio verso la capitale toscana.

“Le donne di Marcinelle”, opera realizzata fra il 1956 e il 1957, è un olio su carta applicata su tela, di 147 x 133 centimetri. Rappresenta la tragedia dei sepolti vivi nella miniera belga di Marcinelle che rivive nel dipinto di Ferroni attraverso le reazioni scomposte e tragiche delle donne in attesa.

La pittura del grande artista di origine toscana, prima della sua evoluzione verso i metafisici silenzi della produzione successiva, dimostra il possesso di un piglio espressionistico di sconvolgente verità, sulla scia delle esperienze siciliane, che lo avevano portato a contatto con una umanità sofferente e disperata.

Ferroni è nato a Livorno il 22 febbraio 1927 ed ha trascorso gli anni della sua vita in diverse città, tra cui Milano e Viareggio per poi trascorrere gli ultimi decenni della sua esistenza a Bergamo, dove è scomparso il 12 maggio 2001.

L’esposizione agli Uffizi potrà essere visitata dal martedì alla domenica in orario 10-17 con ingresso libero, e propone una selezione di 34 opere, tra pitture e altre tecniche, che rappresentano un arco temporale che dal 1956 arriva fino al 1998. Curata da Vincenzo Farinella, l’esposizione ruota intorno alla donazione alla galleria fiorentina di un’opera del pittore livornese e bergamasco d’adozione: si tratta di una delle tele più importanti realizzate dall’artista, dal titolo “Senza resurrezione”, dipinta per la Biennale veneziana del 1968.

La mostra ripercorre il vario e complesso percorso dell’artista nella seconda metà del Novecento, dalle prime prove mature negli anni cinquanta, ancora di marca espressionista ed esistenziale, fino alla sua produzione più nota, inauguratasi all’aprirsi degli anni settanta, ed è impostata su un realismo assorto ed introspettivo di altissimo virtuosismo tecnico e di struggente tenuta poetica.

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