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Autostrada Bergamo-Treviglio: Coldiretti dice “no”

Di Redazione25 Febbraio 2015 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Autostrada Bergamo-Treviglio: Coldiretti dice “no”
L'originario progetto Ipb

BERGAMO — Dopo la notizia pubblicata da Bergamosera, secondo la quale la Provincia starebbe pensando a una riduzione dell’impatto della futuribile autostrada Bergamo-Treviglio (finanche a una sola corsia per senso di marcia: leggi l’articolo qui), si è aperto un ampio dibattito in Bergamasca.

Ieri la Coldiretti ha preso posizione: “Nonostante sia ancora drammaticamente aperta la ferita che la Brebemi ha causato al territorio e all’agricoltura della nostra provincia, si stanno già discutendo altri progetti per mettere in atto un nuovo sfregio” ha detto il presidente Alberto Brivio, commenta l’ipotesi di realizzazione della Bergamo-Treviglio che sarà al centro del summit convocato per oggi in Provincia.

“Evidentemente non sono serviti a niente i ripetuti allarmi lanciati sul pericolo rappresentato della colate di asfalto e cemento che stanno divorando il nostro suolo – rileva Brivio – e il triste primato di provincia tra le più cementificate d’Italia non ha insegnato proprio nulla. Anzi la Bergamasca continua ad imprime slancio al trend che si registra nel nostro Paese, dove ogni giorno, vengono  cementificati circa 100 ettari di superficie”.

Secondo il presidente di Coldiretti Bergamo è indispensabile che vengano valutate ipotesi alternative alla creazione di un nuovo tracciato, individuando riqualificazioni di infrastrutture già esistenti e realizzando quelle strutture, già in progetto, che contribuirebbero a superare gli attuali punti nevralgici di traffico senza dover sacrificare chilometri e chilometri di prezioso terreno agricolo. La continua perdita di superficie agricola infatti, oltre a comportare inevitabilmente una riduzione di cibo, rendendola insufficiente a soddisfare il nostro fabbisogno alimentare e facendo crescere la dipendenza del nostro Paese dall’estero, snatura e stravolge anche gli equilibri ambientali ed idrogeologici.

“La proposta ventilata di declassare l’autostrada a superstrada a pagamento – afferma Brivio – non può certo essere considerata una soluzione soddisfacente, visto che gli ettari di fertile campagna che verrebbero sacrificati sarebbero comunque troppi, soprattutto se si considera anche l’agghiacciante maxi richiesta presentata in Provincia di “svincolare” aree protette e coltivate per circa 10 milioni di metri quadri. Non pensiamo possa essere considerata una scelta sufficiente limitare il consumo di suolo con la sola riduzione dell’ampiezza delle corsie. E’ infatti necessario essere consapevoli che un’opera di tale portata, autostrada o superstrada che sia, oltre a cancellare per sempre altra superficie produttiva va a pregiudicare l’assetto strutturale di un territorio, ripercuotendosi in maniera diretta nei confronti del tessuto agricolo che, oltre a vedersi privato della terra, vede stravolgersi in maniera definitiva la propria organizzazione aziendale”.

Coldiretti Bergamo sottolinea che a meno di cento giorni dall’inizio di Expo, l’esposizione Universale centrata sulla celebrazione del cibo e della terra, si sta andando verso il rischio concreto che l’agricoltura bergamasca debba subire l’ennesimo scempio.

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