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Politica

Regione, passa la legge sui luoghi di culto. Lega: bene così

Di Redazione27 Gennaio 2015 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Regione, passa la legge sui luoghi di culto. Lega: bene così
Una moschea

MILANO —  Con 46 voti favorevoli e 27 contrari è passata quest’oggi in Regione la nuova legge sulla dislocazione dei luoghi di culto, meglio conosciuta come “legge anti-moschee”.

Il via libera è arrivato con i voti favorevoli dei gruppi di maggioranza, mentre Pd, Patto Civico e Movimento 5Stelle hanno votato contro.  Il provvedimento approvato modifica la legge regionale urbanistica n°12 in relazione alla pianificazione dei luoghi di culto religiosi.

Prima dell’avvio della discussione generale, sono state respinte una questione pregiudiziale illustrata da Roberto Bruni (Patto Civico) e una richiesta di sospensiva presentata da Eugenio Casalino (M5Stelle): altre due questioni pregiudiziali sono invece decadute in seguito a emendamenti presentati dal relatore Roberto Anelli (Lega Nord).

Rispetto al testo approvato in commissione Territorio, in seguito a tre distinti emendamenti presentati dal relatore Anelli e dall’assessore Viviana Beccalossi, è stata reintrodotta “la facoltà per i Comuni di indire referendum nel rispetto delle previsioni statutarie e dell’ordinamento statale”; le nuove realizzazioni di culto dovranno avere congruità non solo architettonica ma anche dimensionale con le caratteristiche del paesaggio lombardo così come individuate nei Piani territoriali regionali; per consentire ai Comuni la corretta applicazione delle disposizioni di questa legge, viene istituita e nominata con provvedimento di giunta regionale una consulta regionale per il rilascio di parere preventivo e obbligatorio.

Infine viene precisato che le nuove disposizioni approvate oggi per la realizzazione di edifici di culto si applicano non solo agli enti delle altre confessioni religiose che hanno stipulato un’intesa con lo Stato, ma anche a quelle confessioni religiose che abbiano presenza diffusa, organizzata e consistente a livello territoriale e un significativo insediamento nell’ambito del Comune interessato e i cui statuti esprimono chiaramente “il carattere religioso delle loro finalità istituzionali nel rispetto dei principi e dei valori della Costituzione”.

Altri requisiti richiesti sono l’installazione esterna di telecamere direttamente collegate con la Questura, la presenza di strade di collegamento e opere di urbanizzazione primaria adeguate, la presenza di aree destinate a parcheggio in misura almeno doppia rispetto alla superficie del pavimento dell’edificio di culto, distanze adeguate tra i diversi luoghi di culto e l’obbligo preventivo per i Comuni di procedere alla Valutazione ambientale strategica (Vas).

La legge che introduce nuove regole per la pianificazione dei luoghi di culto è composta di soli 4 articoli: nel testo vengono inseriti specifici requisiti e standard di qualità urbana per le aree da destinare a tali realizzazioni e viene introdotta anche la previsione di una adeguata distanza da altri luoghi di culto già esistenti, la cui entità e misura dovrà essere definita da apposito Regolamento successivo di competenza della Giunta regionale.

Soddisfazione dai banchi della Lega: “No all’islamizzazione della Lombardia. Oggi in Consiglio Regionale è stato compiuto un importante passo avanti per dire no alla proliferazione selvaggia, al di fuori di ogni regola, delle moschee” ha commentato il  relatore del provvedimento e consigliere regionale bergamasco del Carroccio Roberto Anelli.

“Qui non si tratta di ostacolare o meno la libertà religiosa, ma di porre delle regole certe, per la salvaguardia dei cittadini – ha aggiunto Anelli -. Di fronte ai recenti fatti di cronaca e all’arroganza di chi pretende di dettare legge a casa nostra, utilizzando i luoghi di culto per fare in realtà propaganda politica contro le leggi dello Stato, questa importante legge pone importanti capisaldi. I Comuni avranno la facoltà di far esprimere i loro cittadini, attraverso l’indizione di un referendum. Inoltre vengono introdotte alcune semplici norme urbanistiche: la valutazione ambientale per scongiurare l’inquinamento acustico nelle aree urbane, la presenza di un parcheggio corrispondente al 200% della superficie lorda interessata, e l’installazione di un impianto di videosorveglianza esterno collegato con le forze dell’Ordine”.

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