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Bergamo

La Cisl: macché finanza, le banche tornino a fare le banche

Di Redazione21 Gennaio 2015 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La Cisl: macché finanza, le banche tornino a fare le banche
Ubi Banca

BERGAMO — “Non abbiamo ravvisato motivi di urgenza e necessità per definire con decreto governativo l’intervento sulla trasformazione delle banche popolari in società per azioni”. Così, in una nota diffusa oggi, la segreteria della Cisl di Bergamo commenta la “rivoluzione” nel mondo creditizio nazionale annunciata ieri dal presidente del consiglio Matteo Renzi.

Il provvedimento del consiglio dei ministri per la nostra provincia andrà a interessare Ubi Banca.

“È sembrata piuttosto un’improvvisa accelerazione che rischia di produrre una pericolosa fase di stallo in un contesto già molto complicato e di grande tensione nelle realtà bancarie”.

“La repentina volontà politica di voltare pagina – si legge nella nota della segreteria di via Carnovali – rischia di cancellare esperienze fondamentali di decenni che, soprattutto anche nel nostro territorio, hanno saputo sviluppare e coniugare un modello partecipativo con il rapporto e l’intreccio con le realtà territoriali”.

“Ora il tema prioritario è quello di costruire le condizioni per mettere in campo un nuovo modello di banca che permetta di salvaguardare gli elementi positivi insiti nel modello di banca popolare. Tetto azionario, Pubblic company, azionariato diffuso, modello partecipativo, comitati di sorveglianza: questi sono gli elementi che dovranno essere affrontati e approfonditi in una discussione, partecipata e alla luce del sole, che coinvolga tutti i soggetti, in primis chi nella banca svolge il proprio lavoro” continua il sindacato.

Proprio il mondo del lavoro e il futuro dei lavoratori e delle famiglie è l’orizzonte che maggiormente preoccupa la Cisl. “È paradossale inoltre che non si voglia affrontare quella che è la vera priorità, emersa drammaticamente negli anni della speculazione finanziaria che è stata l’origine della crisi di questi anni: una definizione netta dei confini tra istituzione finanziaria e l’attività bancaria vera e propria di raccolta e credito verso imprese e famiglie”, conclude il documento.

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