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Bergamo

Ubi Banca, la Cgil: no alla trasformazione in Spa

Di Redazione20 Gennaio 2015 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Il segretario Bresciani: trasformare le banche popolari in società per azioni è inopportuno e non necessario

Ubi Banca, la Cgil: no alla trasformazione in Spa
Ubi Banca

BERGAMO — “La proposta di trasformare le banche popolari in società per azioni utilizzando un decreto legge è inopportuna nel metodo e non necessaria nel merito”. Lo sostiene il segretario generale della Cigl di Bergamo Luigi Bresciani.

In una lettera firmata in sintonia con il segretario provinciale della Fisac Mina Nava, Bresciani scrive che “accogliamo, invece, con favore l’intenzione di ridurre il numero dei banchieri e, immaginiamo, anche il numero dei consiglieri di amministrazione che, come ricorda Banca d’Italia, sono troppi e troppo costosi”.

“In dieci anni negli istituti di credito si sono persi 50.000 posti di lavoro e proprio le banche popolari e le Bcc sono gli istituti che hanno difeso meglio l’occupazione e dove la redditività dei dipendenti è più alta. Le banche popolari stanno sul mercato come tutte le altre aziende e va anche sottolineato che i peggiori scempi che abbiamo visto nel mondo del credito riguardano società per azioni. La domanda è: a chi giova la trasformazione in Spa delle banche popolari?” si chiede il sindacalista.

Luigi Bresciani

Luigi Bresciani

“Guardiamo alla nostra realtà, a UBI Banca – prosegue Bresciani -. La forma cooperativa, anche in una situazione di crisi pesantissima, consente ai lavoratori e al territorio di dare un contributo di idee e anche di critiche nelle fasi assembleari, di rappresentare nella governance, attraverso il meccanismo del voto capitario, posizioni di sensibilità e interessi diversi. Tutto ciò non sarà più possibile”.

“Siamo convinti che valori come democrazia, partecipazione, condivisione nelle scelte strategiche non siano ‘antiche’ e quindi da rottamare, ma siano invece da rilanciare. Non tutto è perfetto nel mondo delle banche popolari, ma alle nostre imprese serve più democrazia, più partecipazione, non di meno. Per quanto riguarda UBI, il risultato della trasformazione in Spa sarà l’acquisto a prezzi stracciati da parte di finanziarie neppure italiane; alcuni grandi investitori, anche bergamaschi e bresciani, ricaveranno un mucchio di soldi, i piccoli investitori riceveranno un piatto di lenticchie, le famiglie, le imprese del territorio, le comunità locali avranno tutto da perdere e nulla da guadagnare” conclude il segretario della Cgil.

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