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Politica

Mafia, affari e politica: 37 arresti a Roma. Indagato Alemanno

Di Redazione3 Dicembre 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Mafia, affari e politica: 37 arresti a Roma. Indagato Alemanno
Gli arresti a Roma

ROMA — Trentasette arresti, tra cui l’ex Nar Massimo Carminati, un centinaio di indagati, compreso l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e sequestri milionari: sono i numeri di una indagine della Procura di Roma che è solo all’inizio, ma che è destinata a segnare per i prossimi mesi la vita politica della capitale.

Alemanno si difende e dice: “Sono estraneo alle accuse e lo dimostrerò”. Una “cupola” tra politica, mafia ed ex pezzi dell’eversione di destra e della criminalità che costituiva una holding di affari sporchi nella capitale. Per i magistrati guidati da Giuseppe Pignatone il clan era arrivato anche all’ex sindaco Gianni Alemanno, indagato per associazione a delinquere, e ai suoi uomini.

In manette, nell’operazione congiunta di Ros e Guardia di Finanza, sono finiti infatti l’ex amministratore dell’Ente Eur, Riccardo Mancini, da sempre braccio destro di Alemanno, e quello dell’Ama, Franco Panzironi. I due erano “pubblici ufficiali a libro paga” che fornivano “all’organizzazione uno stabile contributo per l’aggiudicazione degli appalti”.

I due manager si sono adoperati anche per “lo sblocco dei pagamenti in favore delle imprese riconducibili all’associazione e come garanti dei rapporti dell’associazione con l’amministrazione comunale”. Di fatto quello presieduto da Carminati è a tutti gli effetti un comitato d’affari che copriva tutti i settori produttivi della Capitale compreso il business dell’accoglienza degli immigrati e quello dei campi nomadi.

Tra gli arrestati c’è anche Luca Odevaine, già capo di gabinetto nel 2006 dell’allora sindaco di Valter Veltroni, che nella sua qualità di appartenente al Tavolo di Coordinamento Nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale ha orientato, in cambio di uno “stipendio” mensile di 5 mila euro garantito dal clan, le scelte del tavolo per l’assegnazione dei flussi di immigrati alle strutture gestite da uomini dell’organizzazione.

Tra gli indagati anche tre esponenti di punta dell’attuale amministrazione capitolina: l’assessore alla casa Daniele Ozzimo e il presidente dell’assemblea capitolina Mirco Coratti, entrambi del Pd, che si sono già dimessi pur dichiarandosi “estranei”. Indagato anche il responsabile della Direzione Trasparenza del Campidoglio, Italo Walter Politano, che sarà rimosso dal suo incarico.

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