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Storia

Bergamo scomparsa: gli umiliati

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Bergamo scomparsa: gli umiliati
Bergamo Alta

Nelle puntate precedenti abbiamo analizzato l’attività e la storia dei grandi Ordini religiosi, Francescani, Domenicani, Agostiniani nella nostra città. Proseguiremo analizzando la vita di un altro Ordine oggi meno conosciuto ma sicuramente interessante: gli Umiliati.

Chi erano? Il nome stesso ci dice della scelta di uno stile di vita che privilegiava un’immagine pubblica dimessa, rifiutava ogni ornamento esteriore conformandosi ai valori di un evangelismo originario. Secondo una cronaca duecentesca il loro abbigliamento si caratterizzava per l’uso del colore naturale, privo di tintura. Ne possiamo vedere le immagini in alcuni codici illustrati conservati presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano.

Il movimento era sorto in Lombardia , in particolare nel territorio milanese e comasco, nella seconda metà del XII secolo e si era rapidamente diffuso nell’Italia centro settentrionale. A Bergamo si ha notizia di due insediamenti umiliati, l’uno nella zona del Vasine entro le mura cittadine, l’altro presso la chiesa di Sant’Alessandro in colonna, sicuramente molto anteriori all’inizio del Duecento.

Gli Umiliati rifiutavano il lusso, la menzogna, l’uso dei tribunali e con ostinazione condannavano il giuramento. Consideravano come elemento centrale della loro vita l’esercizio del lavoro manuale sul quale fondavano la loro sussistenza, evitando almeno nei primi tempi il possesso di beni immobili. Erano per lo più laici, uomini e donne. Molti di loro continuavano a vivere in famiglia nelle proprie abitazioni senza estraniarsi dalla convivenza civile. Altri facevano vita comune alternando il lavoro alla preghiera nelle loro sedi, le “domus” sempre più numerose. E ritenevano loro dovere comunicare attraverso la predicazione la novità della loro esperienza di “humiliati in Christo”.

La povertà volontaria li accomunava e talora li confondeva con altri movimenti religiosi come i Patari e i Poveri di Lione, portatori di dottrine e comportamenti devianti dall’ortodossia. Per tale motivo e per la disobbedienza al divieto della predicazione nel 1184 furono colpiti da scomunica e considerati eretici.

Fu Papa Innocenzo III a riconoscere il grande valore innovativo e la forza propulsiva delle scelte umiliate. Nel 1201 revocava la scomunica e organizzava sul piano canonico un triplice ordinamento.

Accanto ad un primo ordine regolare di frati e suore consacrati legati agli Umiliati da un affine modo di sentire la religione, il Papa riconosceva un secondo ordine costituito da comunità di laici che vivevano insieme senza pronunciare i voti osservando una regola di vita comune ed un terzo ordine formato da libere associazioni di laici.

A Bergamo era una sola comunità del primo ordine, mentre ben ventidue erano in città e nel territorio quelle del secondo ordine, che vedremo nei prossimi incontri come estremamente attive e ben inserite nel tessuto urbano. Andremo alla ricerca dei superstiti elementi architettonici e soprattutto dei nomi di contrade e di strade che ci ricordano la straordinaria esperienza di vita che fu degli Umiliati.

Andreina Franco Loiri Locatelli

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