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Storia

Bergamo scomparsa: sulle tracce dei templari

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Bergamo scomparsa: sulle tracce dei templari
La chiesa di via Masone

Ci siamo chiesti nell’incontro precedente se è possibile trovare anche a Bergamo tracce della presenza dei due Ordini dei Templari e degli Ospitalieri.

Come sempre sono i testamenti ad offrirci preziose informazioni. “Arma mea Templo Domini relinquo” recitano diversi lasciti ereditari del XII secolo. I ricchi bergamaschi lasciavano i loro libri ai monasteri, le loro armi ai Templari. Così fece Giovanni Camerario, giudice cittadino, nel testamento redatto nel 1162 nel monastero di Astino alla presenza dell’abate. Le sue relazioni con i cavalieri del Tempio dovevano essere molto strette, in quanto egli li nominava anche eredi universali nel caso di estinzione della famiglia.

Il lascito delle armi si ritrova nel 1176 nel testamento di Girardo Muizoni, “cives” bergamasco, forse templare egli stesso, evidentemente avvezzo ad operazioni militari, in quanto elencava con precisione i dettagli dell’armatura.

Ma il legato più interessante risulta quello effettuato sempre ad Astino nel 1175 da Maifredo da Sorlasco. A giudizio della studiosa M. T.Brolis, autrice delle ricerche che riportiamo, Maifredo destinò le sue armi alla sede locale, alla “domus Templi” di Bergamo e non già all’Ordine in generale. Si tratta quindi della prima menzione di una residenza bergamasca successivamente citata in altri documenti.

Dove si trovava? Le sedi templari si chiamavano “mansiones” e da tale termine prende il nome l’attuale via Masone nel centro della città. Vi si trovavano gli edifici che ospitavano i cavalieri e fra questi la chiesa “Sanctae Mariae de Templo”, sicuramente identificabile con l’attuale ex chiesa di Santa Elisabetta. E’ visibile nella pianta del Macheri, dove appare isolata e di modeste dimensioni. L’Ordine dei Templari a Bergamo doveva contare un numero limitato di affiliati. Fra di loro era Gisalberto Attonis, antenato del Colleoni.

Poco lontana era la chiesa degli Ospitalieri, oggi scomparsa, intitolata a San Giovanni dell’Ospitale. Situata all’incrocio tra le attuali via Pignolo e via San Giovanni, dava il nome all’omonima vicinia. Entrambi gli edifici sono citati negli Atti della visita apostolica che Carlo Borromeo effettuò a Bergamo nel 1575. All’epoca entrambi erano gestiti dagli Ospitalieri. I Templari erano stati soppressi due secoli prima. Ma la chiesa che era stata di loro proprietà viene ancora citata come “Sancta Maria de Templo”.

La chiesa di San Giovanni era dotata di un piccolo sagrato ed era attigua ad un cimitero con molti alberi che gli abitanti usavano come giardino. In un locale adiacente era un piccolo ospedale. Nella stessa collocazione sono ora edifici adibiti ad attività commerciale. Gli elementi architettonici, da noi verificati in un sopralluogo, denunciano il passato lontano.

L’antica chiesa dei Templari, oggi ex chiesa di Sant’Elisabetta, è invece attualmente adibita a casa parrocchiale. Una ristrutturazione del 1840 ha completamente modificato l’edificio. Tra l’altro sono stati rialzati i muri per portare a livello della strada il piano di calpestio prima situato più in basso. Forse nelle fondamenta è ancora qualche memoria degli antichi cavalieri. Uno scavo effettuato nel 1943 in occasione dalla trasformazione dell’edificio in casa d’abitazione ha portato alla luce un gran numero di ossa umane. E’ uno dei luoghi in cui potrebbe trovarsi il tanto ricercato tesoro dei Templari?

Andreina Franco Loiri Locatelli

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