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Giacomo Stucchi

Renzi, basta con la politica degli annunci

Di Redazione13 Agosto 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'anagramma del nome del premier è "mento a terzi": tutto un programma. Intanto le iniziative economiche latitano

Renzi, basta con la politica degli annunci
Giacomo Stucchi

Leggo che l’anagramma del nome e cognome del premier è “mento a terzi”; e non esiste analisi politica sul personaggio che potrebbe essere più veritiera ed efficace.

Qualche mese fa Renzi, insediatosi a Palazzo Chigi dopo aver defenestrato il suo compagno di partito Enrico Letta, aveva detto che avrebbe fatto cambiare verso al Paese; ma dopo i dati disastrosi sul Pil forniti dall’Istat viene da pensare che, se continua così, l’unico verso possibile sarà quello di farlo affondare.

Solo adesso molti osservatori si chiedono se davvero le riforme costituzionali, tanto care al presidente del Consiglio, sono quelle che in questo momento servono all’economia, alle famiglie, alle imprese. Noi della Lega Nord non abbiamo mai avuto dubbi sul fatto che le priorità fossero altre.

Come, per esempio, sapere se le tasse aumenteranno o meno; o se alla pubblica amministrazione poco seria, quella che sperpera il denaro pubblico e le risorse di tutti noi, verranno tagliate le unghie una volta per tutte; oppure se alla burocrazia, specializzata nel rimpallo di carte da un ufficio all’altro, verrà prosciugata l’acqua paludosa nella quale tiene il Paese; o se alle imprese verranno date tutte le agevolazioni possibili per assumere; e, infine, se si possa guardare ai prossimi mesi con tranquillità senza l’incubo di nuovi aumenti dei tributi locali o statali sulla casa.

Ecco cosa farebbe ripartire il Paese, altro che bonus di qualche decina di euro! Alle cattive notizie sull’economia il premier ha invece reagito come farebbe uno spregiudicato giocatore di poker e, anziché fare mea culpa, ha rilanciato con la lettera ai parlamentari del Pd e con la prospettiva dei 1000 giorni a Palazzo Chigi.

Una mossa che in realtà più che tranquillizzare i cittadini ha avuto lo scopo di rassicurare, in primis, i parlamentari del Pd; ma la sensazione è che per il premier il tempo della battute sia finito e che la sua politica degli annunci dovrà prestissimo cambiare verso.

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