iscrizionenewslettergif
Cultura

Bergamo, rassegna cinema latino-americano: ecco i film

Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bergamo, rassegna cinema latino-americano: ecco i film
Club sandwìch di Fernando Eimbcke

Dal 17 al 21 giugno, a Bergamo, all’Auditorium di Piazza Libertà, si svolgerà la settima rassegna dedicata al cinema latino- americano, promossa da Tenaris Dalmine, organizzata da Gamec, Fondazione Dalmine, Fundación Proa e Bergamo Film Meeting, curata da Daniela Vincenzi (Gamec) e Angelo Signorelli (Bergamo Film Meeting).

Un importante traguardo per una manifestazione che è andata crescendo nella proposta e nella partecipazione del pubblico ed è diventata un appuntamento atteso nel panorama delle manifestazioni culturali che si svolgono ogni anno sul territorio bergamasco.

L’edizione 2014 di Cinelatino propone otto film, fra quelli più significativi della più recente produzione cinemato- grafica indipendente latinoamericana, che non dà segni di cedimento e che di anno in anno rivela nuovi film e nuovi autori.

Ecco i film in programma. Nel messicano “Club Sándwich” di Fernando Eimbcke, una giovane madre single deve fare i conti con il risveglio sessuale del figlio quindicenne che, durante una vacanza al mare, si innamora di una coetanea, mandando in frantumi una relazione fatta di intimità e di stretta convivenza. Alla donna crolla improvvisamente il mondo addosso e si ritrova in uno stato di totale smarrimento. Il regista, qui alla sua terza prova, dimostra una grande conoscenza dell’argomento trattato, frutto di lunghe conversazioni con le madri dei ragazzi, e racconta le vicende con tono leggero, privilegiando i modi della commedia nella scelta delle situazioni e nell’uso dei dialoghi.

La cilena Marcela Said, nella sua opera prima “El verano de los peces voladores”, racconta la storia dell’adolescente Manena, l’adorata figlia del ricco proprietario terriero Pancho, che è ossessionato dall’idea di sterminare le carpe che invadono il lago artificiale di sua proprietà. Manena compie un percorso di formazione che la porterà a scoprire aspetti molto problematici della figura paterna e a capire gli atteggiamenti di ostilità degli operai indiani Mapuche. La regista è brava nel diradare le nebbie che insistono sullo specchio d’acqua e a rivelare una realtà ben diversa rispetto a quella che immaginava la giovane Manena.

In “Pelo malo”, della regista venezuelana Mariana Rondón, un ragazzetto di nove anni, Junior, vive con la giovane madre Marta, vedova e disoccupata, un rapporto molto teso e conflittuale, dovuto anche alla situazione di grave difficoltà economica in cui i due sono costretti a vivere. La donna male interpreta l’attenzione del figlio per il proprio aspetto esteriore, tanto da accusarlo di ambiguità sessuale. La regista cala la vicenda dei due protagonisti in una comunità più vasta, fatta di tante piccole storie che rivelano fragilità, insicurezza emotiva, ma anche violenza, costrizione affettiva e della sessualità.

Ancora due donne, le uruguayane Ana Guevara e Leticia Jorge, firmano la regia di “Tanta agra”, che ha come protagonista Alberto, che non vede i suoi figli – Lucía e Federico – da prima del divorzio, e che è disposto a tutto purché nulla rovini le loro vacanze alle terme. A causa delle abbondanti piogge, però, le terme sono chiuse. Ma la ribellione adolescenziale di Lucía si scontra con gli entusiastici sforzi paterni. Il difficile rapporto di un genitore con la figlia, fatto di sguardi, silenzi, fraintendimenti e confusione affettiva, riesce a rendere una settimana di convivenza un tempo lunghissimo. Le due registe scandagliano con delicatezza la difficile relazione che, alla fine, fa emergere grandi fragilità da entrambe le parti e apre, forse, a una nuova, più sincera, comprensione.

Nel film argentino “Pensé que iba a faber fiesta” dell’argentina Victoria Galardi, la dodicenne Abigail è lasciata in custodia, insieme alla casa, dalla madre Lucía – divorziata in partenza per una vacanza con il nuovo fidanzato – all’amica Ana, un’attrice giovane e bella. Tra lei e l’ex marito Ricardo, padre di Abigail, nasce una forte attrazione reciproca, che irrita Lucía al suo rientro. La storia a un certo punto si concentra sulla vicenda dei due amanti e sulle “tempeste” affettive, che la Galardi sa rappresentare senza farsi travolgere, attraverso un sapiente lavoro sui dialoghi e sulle situazioni che rendono con efficacia sentimenti che fanno esplodere tensioni sopite e drammatiche incom- prensioni.

Victoria Galardi sarà presente a Bergamo e incontrerà il pubblico nella giornata di mercoledì 18 giugno; per l’occasione, la serata le sarà completamente dedicata con la proiezione anche del suo primo film, “Cerro Bayo” (2010), una commedia un po’ nera, ma intrisa di ironia, che racconta di un tentativo di suicidio, le cui oscure ragioni scatenano i familiari in una corsa a ostacoli per appropriarsi di una presunta eredità. Ipocrisie e sotterfugi muovono il teatrino della miseria umana, sotto la pacata indifferenza del vulcano al confine tra Cile e Argentina.

È ancora il Messico il Paese di origine di “Los insólitos peces gato” di Claudia Sainte Luce, qui all’esordio nel lungmetraggio di finzione. La protagonista è Claudia, una giovane donna sola che è ricoverata per un’appendicite acuta. In ospedale conosce Martha, sua vicina di letto, e la sua bizzarra famiglia. Uscite dall’ospedale, Martha offre ospital- ità a Claudia che, per la prima volta, si sente finalmente “a casa”. La nuova vita domestica non è, però, così semplice e tranquilla. Il film è una gradevole commedia e tutto sta nello scoprire cosa c’entrano i pesci gatto del titolo.

La carrellata cinelatina termina con “Por las plumas di Neto Villalobos”, un delizioso film che arriva dal Costa Rica, un Paese che raramente appare nel panorama cinematografico internazionale. È la storia di Chalo, un solitario agente di sicurezza che vuole per sé un vero gallo da combattimento. Quando finalmente porta a casa il tanto desiderato gallo, a cui dà il nome di Rocky, la sua vita improvvisamente cambia. Chalo si troverà coinvolto in una sequenza di situazioni comiche che metteranno a dura prova la passione e l’amore di Chalo per il suo nuovo e unico “amico”.

In più è prevista una finestra dedicata al cinema indipendente italiano. La scelta è caduta su un cortometraggio e su un lungometraggio. Il cortometraggio “37°4 S” di Adriano Valerio è ambientato a Tristan da Cunha, un’isola sperduta nel Sud dell’Oceano Atlantico, dove vivono solo duecentosettanta persone. Tra loro ci sono Nick e Anne, due adolescenti che si conoscono da sempre e che da sempre sono innamorati. Ma Anne ha deciso di andare a studiare in Inghilterra, a 6.125 miglia da Tristan da Cunha. E di lasciare solo Nick. La vicenda si svolge davanti a distese d’acqua infinite, oltre le quali è impossibile prevedere gli esiti di un distacco sofferto, ma necessario per la ragazza che sogna altri mondi, altre possibilità.

Non è proprio un documentario il lungometraggio “Summer ’82 When Zappa Came to Sicily” di Salvo Cuccia, che sarà ospite a Bergamo venerdì 20 giugno, ma la storia del rapporto tra un padre e un figlio, che dal Nord Italia scendono in macchina verso Palermo per assistere all’ultimo concerto del tour europeo di Frank Zappa. Un viaggio indimenticabile, che culmina però in una grande delusione: il ragazzo non arriva in tempo al concerto del suo idolo. Quel ragazzo era il regista stesso, che, a distanza di trent’anni, prende di nuovo in mano il biglietto mai staccato e ricostruisce i tasselli di quel momento particolare della sua vita.

Visita gratuita al convento di San Francesco

Il Convento di San FrancescoSabato 14 giugno 2014, dalle ore 16.00, il Museo storico di Bergamo propone una visita ...

“Notte di note”, serata concerto dedicata a Donizetti

Gaetano Donizetti e il celebre pianoforteSi chiama "Notte di note" l'evento organizzato per giovedì 19 giugno 2014 alle ore 20.45, al ...