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L’andamento dei mercati in un momento critico

Di Redazione5 giugno 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Quella attuale sia stata solo una correzione o un vero e proprio cambio di rotta?

L’andamento dei mercati in un momento critico
Borsa

La prima metà del 2014 ha costituito una fase molto particolare per i mercati: ad un primo momento di forte rialzo del mercato italiano e di anemia di Europa «core» e Stati Uniti è seguita una forte flessione del Ftse Mib, in prima battuta moderata e successivamente più violenta.

Nel report allegato ricostruiamo quanto accaduto negli Stati Uniti prima e in Europa poi, così da unire i vari tasselli del puzzle e da ottenere il quadro generale della situazione: l’obiettivo è quello di capire quali titoli abbiano reso una buona performance in un momento così critico e, in ultima analisi, quello di capire dove sono andati a finire i soldi degli investitori e se quella attuale sia stata solo una correzione o un vero e proprio cambio di rotta.

La rotazione a cui abbiamo assistito, infatti, sembra essere stato quasi un eccesso di reazione: nessuno è ancora riuscito a dare una spiegazione ad una dinamica che solo in parte sembra giustificata dai dati macroeconomici.

A inizio anno il tema principale era quello del repricing dell’Europa periferica (con un focus su quei titoli con esposizione alla domanda domestica), a cui si accompagnava quello del momentum della borsa statunitense, per la quale era atteso un rallentamento dettato dal tapering e dalle aspettative di aumento dei tassi.

L’andamento dei mercati da inizio anno è stato coerente con questo punto di vista fino al mese scorso.

Nel mese di aprile gli investitori statunitensi hanno conosciuto quella che potrebbe essere definita la «tempesta perfetta»: i timori di una bolla speculativa su tecnologici e biotech sempre più forti e i deboli risultati delle società USA hanno spinto gli investitori fuori dai titoli growth cresciuti maggiormente in favore di nomi «value» e difensivi (utilities e consumer staples). Il tutto in un anno di «mid-term» nel ciclo elettorale, in cui la statistiche parlano di trend borsistici al ribasso nei mesi centrali dell’anno, prima di una svolta rialzista a partire dalla stagione estiva.

Per quanto riguarda l’Europa, il rallentamento è stato probabilmente legato ai dati economici: la fantomatica ripresa macro procede, ma lentamente. Questo fattore è riscontrabile soprattutto nella performance del mercato italiano: a nulla sono servite le speculazioni dei mercati in merito al QE della BCE, dopo i dati sul PIL l’Italia è crollata, perdendo quasi il 10% dal massimo di inizio aprile.

 

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