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Bergamo, convegno sull’occhio bionico in Università

Di Redazione15 Maggio 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Organizzato in collaborazione con l'ospedale Papa Giovanni. Il punto su una tecnologia formidabile

Bergamo, convegno sull’occhio bionico in Università
La sede universitaria di via dei Caniana

BERGAMO — Appuntamento con la tecnologia legata alla cura della patologie, venerdì 16 maggio a Bergamo. Nella sala Galeotti dell’Università di Bergamo, in via dei Caniana, un convegno dal titolo emblematico: “Occhio bionico: facciamo luce sui non vedenti”.

Il simposio è stato promosso dall’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo in collaborazione con il Centro Human Factors and Technology dell’ateneo bergamasco.

“Quando parliamo di ipovisione – spiega Flavia Fabiani, responsabile scientifica dell’evento e del Centro di Ipovisione che l’ospedale ha recentemente inaugurato ad Azzano San Paolo – facciamo riferimento a situazioni molto diverse dal punto di vista clinico, psicologico e sociale. Tutte però accomunate dalla perdita di almeno una delle funzioni quotidiane: lettura, scrittura, capacità di muoversi autonomamente e di organizzare la propria vita. Si tratta di una realtà ancora poco conosciuta, nonostante i numeri provino che siamo di fronte a un’emergenza silenziosa”.

L’Organizzazione mondiale della sanità stima 246 milioni di ipovedenti e in Italia gli esperti si aspettano che i soggetti affetti da cecità o ipovisione – a oggi un milione 800 mila – aumentino del 20 per cento entro il 2020. Un dato preoccupante, anche se frutto di fattori in sé positivi, come l’allungamento della vita media – che comporta però l’aumento di patologie degenerative (un milione di anziani in Italia sono considerati a rischio ipovisione) – e i progressi della microchirurgia oculare, che consente di conservare un residuo visivo in un numero maggiore di pazienti che in passato sarebbero stati destinati a cecità assoluta.

Il convegno sarà quindi l’occasione per fare il punto su prevenzione, terapie innovative e riabilitazione a oltre 15 anni dalla legge che ha istituito i Centri di ipovisione, portando l’esperienza di Bergamo, con Miroslav Kacerik, direttore dell’Oculistica del Papa Giovanni che interverrà sulle nuove scoperte per cecità e ipovisione e con Mariella Bana, ortottista del Centro, sugli aspetti riabilitativi.

Di grande richiamo la sessione dedicata al ruolo che l’hi bio-tech pu ò svolgere in questo settore, con un relatore autorevole come Eberhart Zrenner, direttore del Centro di Oftalmologia dell’Università di Tubinga. Il suo intervento porterà l’esperienza del Centro tedesco nell’occhio bionico, ossia l’impianto elettronico in caso di retinite pigmentosa.

Le tecnologie dell’ITC possono essere impiegate anche per diagnosticare e curare malattie e difetti della visione, come illustrerà Angelo Gargantini, del Dipartimento d’Ingegneria dell’Università di Bergamo, a proposito delle ricerche in corso per sviluppare un software per la diagnosi e il trattamento dell’ambliopia.

Ampio spazio troveranno anche gli aspetti psicologici e sociali legati a cecità e ipovisione, con il contributo della Psicologia Clinica del Papa Giovanni, di Paride Braibanti, rappresentante dell’Università e del Centro HTH e delle Associazioni, a proposito di reti sociali, con il presidente dell’Unione italiana ciechi, Gianbattista Flaccadori.

Un incontro multidisciplinare quindi, dedicato ai professionisti sanitari ma anche ai pazienti e alle associazioni.

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