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Politica

Gori: rimuovo la veranda. Ma basterà?

Di Redazione13 Maggio 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Colpo di scena nella vicenda del presunto abuso edilizio in una delle case del candidato del centrosinistra

Gori: rimuovo la veranda. Ma basterà?
Giorgio Gori

BERGAMO — La polizia locale ha compiuto un sopralluogo nella villa di proprietà di Giorgio Gori, in via Porta Dipinta 34, finita nell’agone politico dopo che la Lega aveva chiesto chiarimenti in merito all’esistenza di una veranda nel giardino più grande di quanto scritto nelle autorizzazioni comunali.

Il verbale sull’ispezione della polizia locale è stato depositato agli uffici comunali. Nel pomeriggio Gori ha emesso un comunicato stampa in cui spiega che rimuoverà il manufatto contestato. “La vicenda del portico della casa di via Porta Dipinta è andata avanti anche troppo, ogni giorno alimentata da indiscrezioni fatte filtrare ad arte per distogliere il confronto politico dai veri temi della città” scrive il candidato sindaco del centrosinistra.

“Ieri – continua Gori – i vigili hanno fatto un sopralluogo, in esito al quale non è stato redatto alcun verbale. Si sono limitati a fare qualche fotografia e a prendere le misure. Eppure, qualcuno ha fatto trapelare notizie differenti, condite da dettagli fasulli come quello del pavimento in parquet”.

“E’ vero, invece, che gli ufficiali inviati dal Comune hanno potuto riscontrare, con i loro occhi, la veridicità di quanto avevo in precedenza assicurato, e che cioè i tamponamenti del portico sono tutti assolutamente rimovibili, che si tratta cioè di una struttura precaria e accessoria. Proprio per questa ragione, quando decidemmo di fare i lavori, nel 2009, ritenemmo in buona fede che non richiedessero una specifica autorizzazione. A questo punto, potrei aspettare eventuali contestazioni, col rischio di vedere questa vicenda ulteriormente strumentalizzata, a copertura della totale mancanza di idee e di proposte di chi l’ha cavalcata fin qui”.

“Senza contare che se, invece, decidessi di fare opposizione ad un eventuale provvedimento del Comune, mi troverei ad aprire un contenzioso, che mi renderebbe incompatibile con la carica di Sindaco ai sensi dell’art. 63, comma 1, punto 4) Decreto Legislativo 267/2000. È questo il tranello organizzato da Belotti e dalla Lega per togliermi di mezzo” continua Gori.

“Per questo motivo, prima ancora di chiarirne la natura, ho deciso di riportare subito il pergolato alla situazione precedente. È chiaro che questa storia è stata usata per inquinare la campagna elettorale. Del resto, alcuni concepiscono la politica solo come dossieraggio e aggressione personale. Stop, dunque, ad ogni tipo di strumentalizzazione. Si smetta di parlare di portici e verande e si torni a parlare di Bergamo e del suo futuro”.

Ora però bisogna capire che accadrà dal punto di vista procedurale. Perché qualora la polizia locale attestasse che c’è stato un illecito, il passo successivo sarebbe la segnalazione e la trasmissione delle carte alla Procura della Repubblica. Difficile dire se la rimozione della veranda sia sufficiente a bloccare l’eventuale procedimento. L’abuso edilizio, qualora fosse ravvisato, potrebbe anche finire in prescrizione dal momento che i lavori sono del 2009.

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