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Giacomo Stucchi

Renzi professa ottimismo, ma la realtà è un’altra

Di Redazione29 Aprile 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Se le cose sul fronte spending review non andassero come previsto dal governo, ai cittadini toccherà pagare gli errori di Palazzo Chigi

Renzi professa ottimismo, ma la realtà è un’altra
Giacomo Stucchi

Oltre alle turbolenze nella maggioranza sul decreto lavoro, e quelle interne al Pd sulla riforma del Senato, è verosimile che ci sia anche un altro problema che di certo non può far stare tranquillo il premier.

Le dichiarazioni prudenziali che il titolare dell’Economia Pier Carlo Padoan non sta certo lesinando nelle ultime ore, dimostrano infatti come l’ottimismo che il presidente del Consiglio Renzi ha sempre profuso a piene mani non abbia in realtà alcun fondamento.

Già nell’intervista pubblicata sul Corsera nel giorno di Pasqua, il ministro Padoan ha ammesso che, ove venissero meno le coperture previste dai tagli alla spesa pubblica (circa 4,5 miliardi), sono già pronte “clausole di salvaguardia misura per misura, altrimenti il provvedimento non potrebbe ricevere il visto della Ragioneria generale”.

Un’affermazione che, tradotta dal burocratese al linguaggio comune, significa che se le cose sul fronte della spending review non andassero come previsto dal governo, ai cittadini toccherà pagare, in un modo o nell’altro, gli errori di Palazzo Chigi.

Ma c’è di più. Un’attenta analisi di un quotidiano economico mette in rilievo come l’ammontare dei tagli effettivi alla spesa per il 2014, previsti nel decreto taglia-cuneo fiscale del governo, sia di 3,1 miliardi; ovvero poco meno del 50 per cento dei 6,65 miliardi necessari, sempre nell’anno in corso, per il bonus Irpef da 80 euro mensili.

Sono numeri che fanno capire come, per il 2104, la revisione della spesa non garantirà neppure la metà delle coperture necessarie per mantenere le promesse elettorali del premier.

Tutto il resto è “coperto” da risorse che definire una scommessa è quasi un eufemismo. Basti pensare al presunto gettito che dovrebbe derivare da un’accentuata lotta all’evasione fiscale, dalla maggiore Iva derivante dal pagamento dei debiti arretrati della Pa o dalle agevolazioni alle imprese. Misure, quest’ultime, che però secondo gli addetti ai lavori presentano “più criticità che benefici”.

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