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Vale la pena uscire dalla Borsa adesso?

Di Filippo Quarti16 aprile 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Vale la pena uscire dalla Borsa adesso?
La Borsa di Milano

Essere tattici è il privilegio dei piccoli. Vuol dire poter decidere di aspettare un segnale prima di comprare o di vendere, provare a stare nel mercato ancora un giorno, certi del fatto che sapremo uscire: avremo il tempo per farlo.

I nostri gestori hanno benissimo “ballato con i lupi” in questo primo trimestre: adesso guardiamo al secondo quarto con attenzione, conosci del fatto che non è possibile che il mercato, e con lui le nostre performance, salgano senza pause con questo ritmo per tutto l’anno.

I guadagni in Borsa in questo primo trimestre li ha fatti il MIB, il resto è stato contorno.

Eppure siamo ancora lontani dai prezzi del gennaio 2011, il trend è forte, aprile è un mese storicamente buono, l’anno elettorale mid term pro¬pone un massimo in primavera e la stagione è appena iniziata.

Vale la pena di uscire dalla Borsa proprio adesso? Dare la risposta giusta a questa domanda è impossibile ex ante, ed ecco il vantaggio dell’essere una boutique, un intermediario piccolo: noi non dobbiamo essere strategici, possiamo essere tattici, seguire l’onda pronti a uscire dal flusso quando questo cambierà. Per ora i buyers sono tutti sul MIB, noi siamo sul mercato giusto, il party continua e abbiamo profitti ricchi che spingono le posizioni.

Quindi occhi aperti, pronti a uscire, ma senza fretta. Il trend per ora è con noi, vediamo quanto dura, anticipare non ha senso in questo momento, meglio seguire le cose con attenzione e prudenza, ma senza pensare che tutto debba finire e il crollo sia domani.

Di mese in mese si va avanti e si costruisce la storia di un nuovo anno di Borsa che secondo noi, lo confermiamo, sarà positivo. Certo è possibile che ci sia un buy migliore più avanti nell’anno, ma per ora non c’è un sell e noi lo aspetteremo con pazienza e attenzione, anche se è chiaro che qualcosa in questo senso sta succedendo e ci sono le prime avvisaglie di una correzione (specialmente fuori dall’Italia) che però potrebbe partire tra un mese, forse due o forse la prossima settimana, comunque quando ci sarà un segnale di vendita. Come diceva Keynes: “The market can stay irrational lon¬ger than you can stay solvent”. Noi vogliamo una ragione per comprare e una ragione per vendere e la paura non è un buon motivo per fare nessuna delle due cose.

I citisurprise continuano a dare segnali di vendita, ma per ora i mercati sono sordi a questi richiami: forse dovremo aspettare le prime trimestrali in America per vedere cosa succederà e se i prossimi dati micro sapranno rallentare la corsa del Toro.

Daniele Bevacqua

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